Penne, arrivati i primi 40 ucraini Scatta il piano per l’accoglienza

Tra i profughi solo un ragazzo, sono stati tutti ospitati nel centro di educazione ambientale Bellini L’assessore Camplese: «In paese c’è tanta mobilitazione, in campo associazioni e singoli cittadini»
PENNE. Hanno messo in valigia quel poco che restava nelle loro case distrutte e sono partiti alla ricerca di una pace improvvisamente diventata impossibile nel loro Paese. Ore ed ore di pullman, chi da Odessa e chi da Kyev, prima di raggiungere la Polonia e poi l’Italia. Ieri pomeriggio, 40 profughi ucraini sono arrivati a Penne, nella struttura del Cea Antonio Bellini, nella collina di Collalto. Fra loro c’è solo un ragazzo, con la sua compagna e la loro piccola che ha appena un anno di vita. Complessivamente sono 23 maggiorenni e 17 minorenni. La più piccina del gruppo ha solo 1 anno, la più anziana 66. Ci sono anche un bimbo di 2 anni, una di 3 anni e quattro bambini di 4 anni. Solo una donna parla un po’ di italiano e quasi nessuno parla inglese. «Nei loro occhi ho visto immagini di sofferenza. Occhi tristi, catapultati in una nuova dimensione. Faremo di tutto per farli sentire a loro agio», ha detto il sindaco Gilberto Petrucci. A gestire la struttura e i 40 profughi sarà la Coop Cogecstre. «Penne ha risposto alla grande, sono orgoglioso», ha detto l'assessore al sociale Emidio Camplese. «Già da domenica tante associazioni cittadine hanno risposto per dare il loro contributo di solidarietà. Hanno dato disponibilità la Caritas, la croce rossa, la protezione civile, l'associazione alpini, i carabinieri in congedo, l'Università della Libera Età, il Penne Calcio e tante altre. Anche singoli cittadini hanno donato vestiti, carrozzine e altri beni che possono essere utili alla causa», ha sottolineato ancora l'assessore al sociale. I quaranta ucraini sono stati visitati già nell'hub vaccinale di Pescara e, nei prossimi giorni, in vista dell’inserimento dei bambini nelle scuole, bisognerà verificherà le vaccinazioni. «Di fronte a questa tragedia umanitaria non potevamo avere dubbi nel dare una risposta concreta a chi chiede aiuto. Dobbiamo garantire accoglienza a chi è nella disperazione e sappiamo di avere al nostro fianco prefettura, Regione, protezione Civile e associazioni. Ieri», ha detto ancora Camplese, «grazie ad una signora che ha fatto da interprete siamo riusciti a comunicare abbastanza bene. Adesso bisognerà controllare i vaccini, soprattutto quelli obbligatori nel nostro sistema sanitario, per l'inserimento scolastico dei più piccoli».
Per collegare al meglio il Cea Bellini con il centro urbano di Penne sono state attivate delle corse ad hoc da parte della Tua.

