Penne, aumenta l’invaso della diga

Lavori idraulici e di ripavimentazione: da lunedì la strada chiude fino al 29 marzo
PENNE. La diga di Penne presto potrà contare su una capacità di invaso più grande di un metro cubo d’acqua.
Nei giorni scorsi il presidente del Consorzio di bonifica Centro, Enisio Tocco, insieme al sindaco di Penne Gilberto Petrucci e al consigliere comunale delegato all’Agricoltura, Federico Domenicone, ha visitato il cantiere presente nella diga “Lago di Penne”. Oltre a nuove opere idrauliche, sono stati realizzati interventi di manutenzione delle strutture interne all’invaso e installati strumenti di controllo. Tutto ciò grazie a un finanziamento complessivo di 1 milione e 600mila euro da parte del Ministero infrastrutture mobilità sostenibile. Interventi di manutenzione straordinaria che sono imposti dagli aggiornamenti legislativi in materia di dighe.
Da lunedì prossimo, inoltre, il Consorzio di bonifica Centro ha comunicato che saranno effettuati lavori di ripavimentazione del manto stradale sul ponte della Diga. Un intervento che comporterà la chiusura dell’asse viario fino al 29 marzo, in direzione Collalto.
«A settembre, grazie ad un finanziamento di un milione da parte della Regione Abruzzo, sarà inoltre effettuato per la prima volta il dragaggio nell’invaso artificiale di Penne», fa sapere il sindaco Petrucci. «Le operazioni di dragaggio saranno effettuate nella parte della pompa di pesca. A conclusione dei lavori in corso, la diga aumenterà di un metro il livello dell’acqua e quindi ci saranno più metri cubi d’acqua a disposizione della vallata del Tavo. Grazie al nostro impegno abbiamo reperito fondi per riqualificare una struttura realizzata nel 1964 per un importo complessivo di circa due milioni di euro», conclude il sindaco di Penne.
Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo che si riforniscono costantemente nell’invaso della diga di Penne. La scorsa stagione estiva, le carenze di portata idrica provocarono un meno 50 per cento nella produzione di formaggi, mentre nei cereali si registrò una produzione inferiore del 20 per cento rispetto alla stagione 2021. Legate al problema siccità, anche le difficoltà del comparto zootecnico, con la produzione di latte che la scorsa estate è sceso di circa il 20-30 per cento.
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