Penne celebra la Liberazione con gli alpini

26 Aprile 2023

Il sindaco Petrucci: la mia generazione ha il compito di non disperdere la memoria dei nostri nonni

PENNE. «La gran parte degli italiani di oggi non ha provato cosa significa la privazione della libertà. Solo i più anziani hanno un ricordo diretto del totalitarismo, dell’occupazione straniera, della guerra per la liberazione della nostra Patria». Così ha parlato ieri mattina il sindaco di Penne Gilberto Petrucci durante la celebrazione della festa della Liberazione.
La cerimonia istituzionale si è svolta in località Ossicelli, dove è presente un monumento ai caduti civili.
Alla manifestazione hanno partecipato, oltre al sindaco Petrucci e al presidente del Consiglio comunale Pino Marautti, le associazioni cittadine e i rappresentanti dei partiti. Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato la memoria dei tre civili uccisi per rappresaglia, durante la lotta di Liberazione: Alfonso e Giuseppe Di Michele, originari di Castilenti, e l’aviatore Carlo Bonfiglio: furono fucilati dal battaglione fascista “San Marco” che operava nell'area vestina. Petrucci ha poi ricordato anche l’eccidio di Roccafinadamo, la frazione dove, il 9 giugno prossimo, si terrà una cerimonia istituzionale in memoria di Isidoro Di Donato, Regolo Antosa, Corradino Astolfo e Michele Marini, quattro contadini catturati e fucilati per vendetta da un plotone fascista.
E ieri mattina, a Penne, l’organizzazione della cerimonia è stata curata dall'associazione alpini del gruppo cittadino “Tommaso Cutilli”.
«Per molti di noi», ha proseguito Petrucci davanti al monumento ai caduti, «il ricordo della guerra per la liberazione della nostra patria è legato alle nostre famiglie, ai nostri genitori, ai nostri nonni, molti dei quali furono protagonisti o anche vittime di quei giorni drammatici».
«La mia generazione», ha concluso, «ha il compito, quindi, di non disperdere questa memoria, ma di tramandarla, affinché la memoria possa diventare un vaccino per annientare la violenza, il razzismo, le disuguaglianze sociali e perla difesa degli ultimi», ha concluso Petrucci.
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