Penne culla di talenti «Orgogliosi di Setak e Di Pietrantonio»

Locasciulli: espressione dell’animo nobile della nostra città E il sindaco Petrucci prepara una cerimonia per festeggiarli
PESCARA. “Ponn, la capital di lu monn”. È un vecchio detto con cui i cittadini di Penne rivendicano tutto l’orgoglio per le loro origini e per la ricca e secolare storia della loro terra. Mai parole furono più azzeccate per descrivere i successi di questi giorni nel capoluogo vestino: la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, pennese d’adozione, vince il premio Strega con il suo ultimo romanzo “L’età fragile”; il musicista Nicola Pomponi, in arte Setak, lui pennese verace, conquista la targa Tenco per il miglior album dialettale “Assamanù”. Due trionfi importantissimi in ambito nazionale, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, portano Penne a rivivere i fasti del passato e a godersi il ruolo di capitale culturale abruzzese del momento. Nei prossimi giorni il sindaco Gilberto Petrucci convocherà in Comune i due testimonial d’eccezione per una cerimonia speciale in cui amministrazione e cittadinanza premieranno e daranno il giusto tributo d’affetto ad entrambi, Di Pietrantonio e Setak.
Tra le eccellenze culturali di Penne ha avuto un ruolo fondamentale Mimmo Locasciulli, cantautore raffinato e orgoglioso rappresentante della città vestina nel mondo. «Sono strafelice di essere anch'io di Penne, come Donatella e Nicola. Lei, pennese di adozione, ha vinto il premio Strega; lui, pennese doc, dopo essere arrivato per due volte nella cinquina dei finalisti, quest'anno ha vinto il premio Tenco per il miglior disco in dialetto. Che dire? Che l'animo nobile di questa città si esprime ai massimi livelli nella letteratura e nella musica. Senza dimenticare le altre forme dell'arte (pittura, scultura, architettura) che nel passato e nel presente hanno espresso e continuano ad esprimere ammirazione ed esempio. Congratulazioni e abbracci a Donatella e Nicola e viva questa città meravigliosa», ha scritto su Facebook Locasciulli, che a Il Centro ha dichiarato ancora: «Penne ha sempre espresso talenti a livelli altissimi nella cultura italiana. Faccio solo due esempi per rendere l'idea: Raffaele De Vico, uno dei più importanti architetti del '900 in Italia, che negli anni '30 e '40 progettò parchi e opere a Roma diventati simboli della città, come i Giardini dell'Eur e il Giardino degli Aranci. O Bruno Liberatore, 77 anni, scultore e titolare della cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, che è arrivato ad esporre le sue opere all'Ermitage di San Pietroburgo. Pensando a loro, ma non solo, e a Donatella e Nicola, mi sento felice di essere un pennese». Locasciulli conosce benissimo la scrittrice e il giovane collega musicista (è anche bassista nella band di Tommaso Paradiso) e per loro prevede un futuro radioso: «Credetemi, non è finita qua: aspettate qualche mese e vedrete... arriveranno grandi sorprese da entrambi», dice il cantautore, che in questi giorni è nella casa di famiglia a Penne e ci passerà l’estate.
«A Donatella mi lega un ricordo che lei ha raccontato anche nel romanzo “L’arminuta”, in cui è citata la mia mamma, che era la sua insegnante. Lei, è scritto nel libro, convinse e costrinse i genitori di Donatella a farla studiare per esaltare la sua intelligenza e il suo potenziale, che emergeva già da bambina. A differenza di noi musicisti, che tiriamo fuori le nostre anime, lei ha un’anima più criptica, come tutti gli scrittori», racconta Locasciulli. «Nicola (Setak) nelle ultime due edizioni era entrato nella cinquina dei finalisti del Tenco, ma finalmente quest’anno lo ha vinto. Un meritatissimo premio. Io e lui facciamo cose insieme a livello musicale, l’amicizia non ha interessi né età: nasce da sentimenti comuni. Amo suonare con lui, parlare di cucina e di vino. È un ragazzo affabile e in linea con i miei modi di vedere il mondo», dice poi rivolgendosi a Setak. «Sono entrambi una meraviglia del creato», chiude Locasciulli, che sta lavorando a tre nuovi progetti musicali. «Il più bello è quello che uscirà ad ottobre: un album voce, piano e un’orchestra di archi. Questi strumenti sono stati realizzati dai detenuti del carcere Opera di Milano con il legname dei barconi dei migranti naufragati nel Mediterraneo. Lo abbiamo già presentato alla Scala di Milano, sono davvero felice di essere dentro questo progetto, che sfocerà in una tournèe con un quartetto di archi». Intanto Locasciulli suonerà il 22 luglio all’Aquila e il 26 a Città Sant’Angelo.
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