Penne, ferma la nuova Tac È in magazzino da 2 anni

6 Agosto 2016

L’apparecchio acquistato dalla Asl (costo 250mila euro) resta impacchettato Si usa invece il vecchio tomografo che ha bisogno di manutenzioni continue

PENNE. La Tac acquistata nel 2014 dalla Asl per il San Massimo di Penne non è stata mai utilizzata e, in ospedale, gli esami strumentali si fanno ancora con un apparecchio che ha circa vent’anni. Il nuovo tomografo costato 250 mila euro, è incredibilmente incelophanato e custodito nei magazzini dell’azienda. Ad aggravare la situazione c’è che la vecchia apparecchiatura ha bisogno di manutenzione bi o trimestrale per andare avanti.

La nuova Tac, nelle intenzioni della Asl di Pescara, avrebbe dovuto valorizzare la Radiologia e il percorso specialistico che caratterizza l’ospedale vestino: la diagnostica interventistica e la gastroenterologia clinica. A bloccare da tre anni la messa in funzione della apparecchiatura diagnostica il fatto che è necessaria una ristrutturazione e la messa a norma, dal punto di vista sismico, in base alle recenti disposizioni normative, dei locali in cui dovrebbe essere installata la sofisticata strumentazione di controllo diagnostico. Insomma, per l’ospedale è dell’ennesima svista, beffa o penalizzazione che dir si voglia. Per la Santissima Trinità di Popoli, presidio sanitario che ha anch’esso beneficiato dell’acquisto di una nuova Tac, questi stessi interventi di ristrutturazione sono stati appaltati per 700mila euro. La stessa cosa non è avvenuta per l’ospedale di Penne. dove nulla è stato deciso da parte dell’azienda sanitaria. A confermare che la nuova Tac del San Massimo è ancora ferma in magazzino è stato lo stesso direttore sanitario del presidio ospedaliero vestino, Rossano Di Luzio. Se si considera inoltre che, da anni ormai, si parla di una ristrutturazione complessiva dell’intero ospedaliero, con la programmazione di interventi per 12 milioni di euro, ecco allora che il ritardo nell’installazione della Tac diventa solo un pessimo contorno in una situazione davvero complicata e penalizzante per gli utenti dell’intero comprensorio vestino.

Per la ristrutturazione del San Massimo, sono stati spesi circa 500mila euro destinati allo studio progettuale elaborato dall'ingegnere romano Tassinari, ma l'opera, già cantierabile, è ben lungi dall’essere avviata. A meno di improvvisi e clamorosi colpi di scena, il futuro dell’ospedale sarà quello di un presidio di area disagiata, con i depotenziamenti e forti riduzioni di posti letto. Depotenziamenti e riduzioni che, negli ultimi 7-8 anni, certo non sono stati una novità per l’ospedale pennese: la Rianimazione è stata declassata a Terapia intensiva post operatoria; il Laboratorio analisi ridotto a unità operativa semplice mentre il Punto nascite è stato già soppresso.

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