Penne fuori dal cratere con 130 case inabitabili

9 Aprile 2017

Le ultime verifiche dei tecnici della Protezione civile nazionale hanno visto salire il numero di edifici lesionati dal sisma e e non utilizzabili. Previsti altri controlli

PENNE. Penne è fuori dal cratere sismico, ma i danni delle scosse finora certificati lasciano senza un tetto 130 famiglie. Ma questa è stata la decisione del Governo. La modifica del decreto sisma e il conseguente allargamento della zona cratere hanno previsto l’ingresso di altri 9 comuni abruzzesi. Nel territorio pescarese solo Farindola è stata inserita all’interno dell’area sismica e riceverà tutte le agevolazioni previste: dalla fiscalità agevolata ai risarcimenti. Penne no.

Eppure, nel capoluogo vestino il terremoto che dallo scorso agosto ha colpito il Centro Italia si è avvertito in maniera spaventosa e ha fatto parecchi danni. Complessivamente da agosto ad oggi sono arrivate ben 731 richieste di controllo e sopralluogo in abitazioni all’ufficio tecnico comunale pennese. Per il momento le verifiche concluse dai tecnici della Protezione civile nazionale sono stati 639. Sono risultate non utilizzabili, quindi soggette a ordinanza di sgombero da parte del Comune, ben 130 abitazioni. I tecnici dividono le abitazioni periziate in due categorie: utilizzabili e non utilizzabili, con diversi gradi di utilizzabilità e non utilizzabilità. «Quando i tecnici della Protezione civile, squadre Fast, dichiarano la non utilizzabilità dell’edificio, noi come Comune siamo obbligati ad emettere le ordinanze apposite», spiega l’architetto Orfeo Zaffiri, coordinatore per l’ufficio tecnico comunale delle squadre Fast. Il numero delle case destinate ad essere oggetto di ordinanza di sgombero potrebbe ulteriormente aumentare. Le case da sgomberare potrebbero diventare almeno 150. Ad avere subito gravi danni dallo sciame sismico che ha colpito il Centro Italia – prima lo scorso agosto, poi a ottobre, e infine il 18 gennaio – non sono state solo le abitazioni private. A Penne anche diversi edifici religiosi hanno pagato dazio e sono stati chiusi: la chiesa di San Domenico in piazza Luca da Penne è stata chiusa per i problemi strutturali alla torretta dell’antico convento, e la chiesa oratorio della Madonna della Cintura ha visto anche alcuni crolli all'interno.

«Abbiamo cercato in tutti i modi di sensibilizzare, attraverso dati oggettivi, il governo regionale. Ci ha sorpreso», osserva il presidente del consiglio comunale Antonio Baldacchini, delegato alla Protezione civile, «la valutazione fatta e l’inserimento di alcune zone a nostro discapito. Non vogliamo fare paragoni, ma sicuramente noi abbiamo subito gravi danni. Il nostro auspicio è che nonostante il mancato ingresso nella zona cratere, Penne possa ricevere gli aiuti necessari sia per i danni subiti che per la ricostruzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA