Penne, il Comune svende Vestina Gas per i debiti

21 Novembre 2015

L’amministrazione deve saldare i conti dell’esproprio dei terreni dell’ospedale Per evitare il default, raddoppia le quote della società sul mercato e cala il prezzo

PENNE. Il Comune di Penne è pronto a svendere parte delle proprie quote di Vestina Gas in modo da poter chiudere il bilancio ed evitare il default. C’è da coprire il debito maturato con la famiglia Cutilli per l’esproprio dei terreni dove in passato fu costruito l’ospedale del Carmine. Il primo bando di vendita del 6 per cento di Vestina Gas, per un valore di circa 705 mila euro, messo in piedi dall’amministrazione D’Alfonso, è andato deserto e così la maggioranza del governo cittadino ha deciso di cambiare strategia aumentando le quote in vendita, dal 6 al 12 per cento e riducendo il valore delle stesse. In soldoni il potenziale acquirente potrà acquisire il doppio delle quote della società più o meno alla stessa cifra stabilita nel bando iniziale. Il 12 per cento di Vestina, anziché a 1 milione e 400mila euro, sarà ceduto per circa 790mila euro. Il tutto, inoltre, non avverrà tramite bando pubblico ma attraverso trattativa privata tra l’ente e l’acquirente. Per ratificare questo passaggio di aumento delle quote in vendita di Vestina Gas si terrà un consiglio comunale straordinario il 26 novembre alle 15. L’esigenza è di avere le liquidità necessarie entro fine anno ed evitare il baratro finanziario. L’operazione, che porterà il Comune di Penne a detenere il 45 per cento delle quote di Vestina Gas (adesso ha il 57 per cento) non convince diversi consiglieri d’opposizione.

Sel in particolare ha chiesto chiarimenti alla maggioranza. «L’amministrazione comunale ha il dovere di affrontare apertamente la situazione della gara di appalto per la vendita di parte delle quote di Vestina Gas. Chiediamo che il sindaco venga a riferire in aula. L’amministrazione deve anche rispondere alle domande che sono state poste da Sel in consiglio comunale: in particolare sull’utilizzo di autovetture, sulla richiesta di un finanziamento da parte Vestina Gas e sull’applicazione della delibera approvata in consiglio comunale. Inviteremo l’Anac e il suo presidente, Raffaele Cantone, a seguire tutti i passi della vicenda. Su Vestina Gas», chiosano da Sel, «abbiamo chiesto da tempo un chiarimento a questa amministrazione perché nessuna ombra può addensarsi su una questione tanto delicata». Ad oggi l’unico privato ad avere strizzato l’occhio alle quote di Vestina Gas è la Hera Comm Marche. Adesso che la quota in vendita salirà al 12 per cento, permettendo di non essere più socio minoritario dato che il Comune di Collecorvino ha l’11 per cento, chissà che l’affare non vada in porto.

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