Penne, l’Unità di cure primarie sarà operativa fino al 30 giugno
PENNE. La Utap-Uccp, Unità complessa di cure primarie di Penne, resterà operativa fino al 30 giugno. L’emergenza Covid-19 ha suggerito di non privare il territorio e le aree interne gravitanti nella...
PENNE. La Utap-Uccp, Unità complessa di cure primarie di Penne, resterà operativa fino al 30 giugno. L’emergenza Covid-19 ha suggerito di non privare il territorio e le aree interne gravitanti nella zona vestina di una struttura assistenziale che ha svolto finora un ruolo strategico per il contenimento della pandemia. I sei mesi a disposizione consentono di studiarne la riorganizzazione definitiva per non privare i cittadini, a partire dalle categorie più fragili - anziani, bambini e diversamente abili - del diritto alla salute. Lo ha ufficializzato il consigliere comunale di Penne e consigliere provinciale Emidio Camplese, rendendo nota la decisione della Asl, fissata nella delibera 1748 del 28 dicembre.
«Ringraziamo il manager della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, e tutta l’azienda, per la grande sensibilità dimostrata fin dal proprio insediamento nei confronti dei problemi inerenti l’organizzazione sanitaria anche e soprattutto nei piccoli centri, ma anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che si è speso in ogni modo per tutelare la sanità a livello territoriale». Le Unità complesse di cure primarie di Penne e anche di Scafa, già Utap dal 2007, sono state convertite in Uccp in via sperimentale nel 2014, in funzione di una riorganizzazione del sistema sanitario territoriale che prevedeva anche la riduzione dei servizi erogati dall’ospedale San Massimo, ha ricordato Camplese. «A quel punto, il sistema locale ha deciso di provare la funzionalità delle Unità complesse, l’Utap dell’area vestina, un complesso professionale di medici che hanno istituito una “Casa della Salute Vestina” come da progetti nazionali e realtà di altre regioni, con un poliambulatorio di Medicina generale al fine di erogare quanti più servizi possibili a livello territoriale, prevedendo oltre ai medici di medicina generale anche la presenza di due pediatri, erogando prestazioni ambulatoriali di primo livello, come esami di laboratorio e una diagnostica di primo livello, assistenza H24 con la Guardia medica, assistenza domiciliare attraverso una cooperativa interna per quelle famiglie che non erano coperte dal servizio Adi, ed esami praticati con la disponibilità dei medici di Medicina Generale coinvolti nel progetto a garantire prestazioni specialistiche sulla base della propria formazione, dunque oculistica, cardiologia, chirurgia. Di fatto l’Unità complessa di cure primarie di Penne oggi è un servizio essenziale specie per la popolazione anziana, che anziché affollare gli ambulatori ospedalieri, allungando le liste d’attesa, oggi soddisfa le proprie necessità sul territorio con le Uccp.

