Penne. Piano anti piccioni, parla il sindaco: «Sono stato minacciato di morte»

Dopo la diffida della Lega Antivivisezionista, Petrucci difende l’iniziativa per allontanare i volatili.
«Ho ricevuto intimidazioni da 22 associazioni, mi hanno definito un assassino. Ma io non mi arrendo»
PENNE
«Mi hanno dato dell’assassino e dello sterminatore. Io però non mi fermo, il benessere animale va di pari passo con il benessere dei cittadini, che va tutelato».
È Gilberto Petrucci, sindaco di Penne, che ai microfoni di Radio il Centro Super Hit difende la scelta di pulire il centro storico dal guano dei piccioni e di cercare un modo per arginare i volatili che «infestano uno dei centri storici più belli d’Abruzzo». In questi giorni è stato anche vittima di minacce da parte degli ambientalisti, che lo hanno bersagliato di insulti sulle piattaforme social network, opponendosi al piano di riqualifica tramite una diffida legale presentata dall’avvocato Aurora Rosaria Loprete per conto della Leal Odv (Lega Antivisezionista),
Sindaco Petrucci, ci può raccontare come è nata la polemica?
«Il nostro centro storico ha bisogno di manutenzione per evitare il degrado che può avvenire anche attraverso, purtroppo, il guano dei piccioni. È un tema igienico-sanitario e noi abbiamo proposto un piano sperimentale per allontanare i volatili selvatici dal nostro centro storico. Quindi abbiamo messo in piedi un piano. Attenzione, non abbattiamo piccioni né sterminiamo. Una ditta specializzata pone in essere alcune iniziative con l’utilizzo e l’impiego di attrezzature tecnologiche di ultima generazione per allontanare i volatili».
È un’azienda che ha già trattato questo tema?
«Sì, si occupa di questo in alcuni centri storici d’Italia con problemi analoghi a Penne. Noi abbiamo peraltro tutte le autorizzazioni, perché non abbattiamo i volatili. Purtroppo gli ambientalisti dicono che in questo periodo i piccioni nidificano e quindi sarebbe una tragedia uccidere ed evitare la fecondazione delle uova. Per il momento abbiamo sospeso l’iniziativa, ma è solo una sospensione di pochi giorni, perché sono determinato a portarla avanti per i cittadini e per la valorizzazione del centro».
Come andrebbe fatto questo allontanamento?
«Utilizzano dei droni speciali che individuano il nido di questi volatili e poi spruzzano una sostanza che non è inquinante, ma serve ad allontanarli. Poi abbiamo previsto delle mangiatoie con del mangime anticoncezionale. È un progetto sperimentale, non sappiamo se il risultato finale sarà quello giusto».
E le minacce?
«Abbiamo ricevuto attacchi di ogni natura: mi hanno descritto come un assassino che sta sterminando la popolazione dei piccioni e mi hanno minacciato di morte. Io rispetto tutti, perché siamo in democrazia, però dobbiamo rispettare anche chi ha bisogno di un minimo di dignità».
Però gli ambientalisti hanno anche presentato una diffida nei suoi confronti. Questo non la preoccupa?
«Ho ricevuto circa 22 associazioni che mi hanno scritto da tutta Italia diffidandomi e minacciando querele. Ma io sono tra quelli che si difendono, perché credo di essere dalla parte dei cittadini. Non mi arrendo».
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