Penne, scaduto il termine per pagare i debiti

31 Dicembre 2015

Oggi è il termine ultimo per versare i 780mila euro alla famiglia Cutilli. Comune vicino al default

PENNE. Scade oggi il termine ultimo per il Comune di Penne di reperire i fondi necessari a ripianare il debito da 780mila euro maturato nei confronti della famiglia Cutilli per l'esproprio dei terreni dove fu costruita la struttura sanitaria del Carmine.

Un termine perentorio, ribadiscono i revisori, oltre il quale l'ente vestino rischia di scivolare verso un rovinoso default. La mancata vendita del 12 per cento del pacchetto societario di Vestina Gas in possesso del Comune potrebbe rivelarsi quindi molto più che un buco nell'acqua. Il revisore dei conti Maurizio Bucci, infatti, già in sede di approvazione del bilancio previsionale 2015 sottolineò come sarebbe stato molto più opportuno vendere l'intero pacchetto azionario in modo da risanare la situazione finanziaria dell’ente.

L'amministrazione del sindaco Rocco D'Alfonso, in queste ore convulse, oltre a prorogare i termini della seconda trattativa privata per la vendita del 12% di Vestina Gas, sta lavorando a una soluzione limite per salvare il salvabile tramite lo sblocco dei fondi regionali destinati alle opere pubbliche sul territorio, compensando la somma in uscita per i Cutilli e rispettare così il patto di stabilità.

Per il segretario cittadino di Sinistra ecologia e libertà, Guglielmo Di Paolo, la querelle legata alla dismissione delle quote di Vestina Gas è stata un vero e proprio pasticcio. "Il progetto dell'amministrazione a guida Rocco D’Alfonso va verso il fallimento non solo politico ma anche economico. Sulla vendita delle quote della Vestina Gas siamo di fronte ad un pasticcio. Sono trascorsi sette mesi dalla sentenza Cutilli e oltre dieci anni dall’inizio della causa e prudenzialmente gli strumenti per onorare la sentenza dovevano essere trovati prima. Il sindaco» prosegue Di Paolo «dribbla i nodi politici e rimanda l’onere della risposta completamente alla giunta comunale. La Vestina Gas rappresenta un gioiello di famiglia per l'ente perché produce utili strutturali e nel momento in cui c’è una necessità o un’urgenza come quella ravvisata dalla notifica della sentenza Cutilli è giusto che sia il Consiglio comunale a valutare la possibilità di dismettere le quote. Queste, però, vanno dismesse al valore più alto che il mercato può dare, non a quello più basso; inoltre il valore più alto si poteva ottenere vendendo l’intero pacchetto di maggioranza ed è questa» chiude il segretario cittadino di Sel, «la decisione che l’amministrazione municipale vestina avrebbe dovuto assumere quando la vendita del 6 % o il 12% non ha trovato risposta nel mercato».

Francesco Bellante

©RIPRODUZIONE RISERVATA