Penne, sempre più negozi chiusi Resistono i commercianti storici

6 Novembre 2024

Locali sfitti da viale Ringa a largo San Francesco: in 10 anni, tanti hanno abbassato le saracinesche Il pizzaiolo Di Giuseppe: «Andiamo avanti, ma i rincari delle bollette stanno penalizzando tutti»

PENNE. Sono pochi e quasi tutti commercianti storici quelli che resistono nel centro storico di Penne. Il piccolo commercio nel cuore pulsante di Penne, da viale Ringa a Largo San Francesco, anno dopo anno perde vetrine ed esercenti. Nel corso degli ultimi 10 anni hanno chiuso i battenti in tanti: negozi d’abbigliamento, pizzerie, mercerie, ristoranti. Soprattutto in corso Alessandrini sono quasi più i cartelli di affitto o vendita che le attività aperta. Anche chi è aperto non è esente da problemi e cerca di barcamenarsi e andare avanti alla meno peggio.
Tra piazza Luca da Penne e corso Alessandrini, hanno chiuso nei mesi scorsi una storica profumeria e un negozio che da ben 10 anni vendeva cialde caffè. Ad aprile 2023, tra le chiusure delle tante attività, anche quella dello storico ristorante Tatobbe di corso Alessandrini. Riaperto per 14 anni dai pronipoti dello storico fondatore e da oltre un anno in cerca di un imprenditore che voglia rilevarne l’attività. C’è chi chiude perché le cose non vanno bene, ma c’è anche chi chiude per limiti di età. Insomma la crisi c’è, ma anche il cambio generazionale manca.
«In centro storico la situazione non è bella», dice Ivano Di Giuseppe, titolare della pizzeria L’Altra Pizza di via Via Dante Alighieri. «Noi da 18 anni resistiamo e andiamo avanti, ma sarebbe bello che tutte le attività commerciali riuscissero ad avere margine positivo. Purtroppo i rincari delle bollette e le offerte online hanno penalizzato alcune categorie», sottolinea ancora Di Giuseppe.
«Hanno chiuso circa 30 vetrine, mancano ristoranti. Io ci ho messo e metto il cuore, ma così è dura», ha detto Antonietta Cantagallo.
«Dall’emergenza Covid in poi tante attività hanno faticato a ripartire e la capacità di spesa dei consumatori pennesi è drasticamente scesa. Si bada più al necessario che al superfluo e tante attività annaspano per andare avanti. La situazione difficile che stiamo vivendo non l'ho mai vissuta nemmeno quando ero dipendente. I costi aumentano e la gente non ha più i soldi», ha sottolineato Mario Fornarola, titolare della società Emme Moda, storico commerciante di via Dante Alighieri.
Non solo la crisi economica, anche le problematiche connesse al terremoto del 2017 hanno costretto alcune attività a chiudere bottega o a spostarsi fuori dalle mura. L’inagibilità di uno storico palazzo pennese nel 2017 ha costretto alla chiusura della storica edicola Sacco e allo spostamento del bar paninoteca Chicco Verde (oggi chiuso). Anche la Calzoleria Multiservizi da corso Alessandrini è stata costretta a spostarsi per via dell’inagibilità dei locali. Oggi, inoltre, con le diverse ristrutturazioni dei palazzi cominciate in centro, alcune attività pagano il disagio dei cantieri.