Penne, Semproni all’Aca: «Gestiamo noi lo sportello»

31 Gennaio 2019

PENNE. Trasferire la gestione amministrativa dell'ufficio commerciale Aca al Comune per evitarne la chiusura. È la proposta "estrema" che il sindaco Mario Semproni ha inoltrato, in qualità di socio,...

PENNE. Trasferire la gestione amministrativa dell'ufficio commerciale Aca al Comune per evitarne la chiusura. È la proposta "estrema" che il sindaco Mario Semproni ha inoltrato, in qualità di socio, al Consiglio di amministrazione dell'azienda acquedottistica pescarese e all'Ersi. Gli uffici disponibili sono Pescara, Montesilvano e Chieti. «Non vogliamo perdere un servizio fondamentale per il nostro territorio, ho protestato, ma l'azienda è stata perentoria: senza personale l'ufficio rimane chiuso», ha esordito il sindaco che, in una nota, ha proposto all'Aca spa di riaprire l'ufficio commerciale utilizzando il personale dipendente del Comune.
«Abbiamo una popolazione anziana non in grado di utilizzare il computer, mentre il call center dedicato è sempre intasato e non fornisce risposte. Inoltre», aggiunge Semproni «non è stata più convocata l'assemblea dei soci di Aca dove poter affrontare il problema. Ho coinvolto anche il sindaco di Farindola Lacchetta, in qualità di consigliere di Ersi, per stimolare la risoluzione del problema. Mi auguro che il presidente Toro dia una risposta positiva alla nostra proposta». Il Comune di Penne, inoltre, per garantire il servizio, anni fa ha concesso all'Aca i locali dell'immobile di via Caselli.
«È l'ennesimo sforzo amministrativo ed economico che siamo costretti ad accollarci per mantenere i servizi a Penne e nell'area vestina», osserva il primo cittadino. «Sono a nostro carico, già da tempo, la gestione economica e amministrativa dell'ufficio del Giudice di Pace per il Ministero della Giustizia, del Centro per l'Impiego, Ufficio Territoriale Agricoltura (Uta) e Agenzia di Promozione Culturale (Apc) per la Regione, l'Agenzia dell'Inps per il Ministero del Lavoro e il distaccamento dei Vigili del Fuoco per il Ministero dell'Interno. Non si possono chiedere sacrifici solo ai Comuni. Ora basta. L'area vestina è stata abbandonata, privata di infrastrutture viarie e servizi, a partire dal declassamento dell'ospedale San Massimo, e dopo la tragedia di Rigopiano la situazione si è aggravata. Rischiamo di cancellare i centri dell'entroterra vestino a causa dello spopolamento se non invertiamo la rotta», conclude il sindaco Semproni.