Penne si prepara ad accogliere 40 profughi

19 Marzo 2022

Petrucci firma la convenzione in prefettura, gli ucraini verranno ospitati nella sede del Cea Bellini

PENNE. Arriveranno l'inizio della prossima settimana i primi 40 profughi ucraini a Penne. Ieri pomeriggio il sindaco di Penne Gilberto Petrucci ha firmato la convenzione con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Si tratta del primo accordo tra la prefettura di Pescara e un Comune del pescarese per l'accoglienza ai rifugiati dal territorio ucraino.
«Accoglieremo i primi 40 profughi ucraini nel centro di educazione ambientale della riserva regionale Lago di Penne. Sono donne e bambini, che scappano da questa guerra ingiustificabile», ha sottolineato il sindaco. «Come Comune stiamo organizzando altre iniziative che si collegano con quelle finora messe in campo dalle associazioni di volontariato. Penne dunque darà il suo contributo. Di fronte a questa tragedia umanitaria non possiamo avere dubbi nel dare una risposta concreta a chi chiede aiuto. Dobbiamo garantire accoglienza a chi è nella disperazione per aver dovuto abbandonare tutto e sappiamo di avere al nostro fianco prefettura, Regione, Protezione civile e associazioni. La nostra comunità è straordinaria e farà tutto il possibile per poter dare un aiuto concreto».
I 40 profughi in arrivo sono tutte donne con bambini minori. Per collegare al meglio il Cea Bellini con il centro urbano di Penne saranno attivate corse svolte dal servizio Tua. L'amministrazione comunale attiverà anche interventi con le associazioni di volontariato cittadine. La scelta della sede del Cea Bellini è arrivata dopo la richiesta inviata dalla coop Cogecstre, tramite il suo legale rappresentante Fernando Di Fabrizio, di essere inserita nell’elenco delle strutture ricettive disponibili all’accoglienza della popolazione sfollata a seguito della crisi internazionale in atto in Ucraina. Una missione, quella dell'accoglienza, che già in passato ha visto la coop Cogecstre in prima linea per ospitare i richiedenti asilo provenienti da ogni dove. Il cas Lapiss, sotto la gestione della coop Cogecstre, ha infatti accolto rifugiati provenienti da 16 Paesi diversi (il 27% di origine asiatica e l’altro 73 % di origine africana): 72 dalla Nigeria; 47 dal Pakistan; 26 dalla Costa d’Avorio; 23 dal Bangladesh; 21 dal Mali; 21 dal Senegal; 19 dal Sudan; 13 dalla Sierra Leone; 13 dal Ghana; 10 dal Gambia; 10 dalla Guinea; 9 dall’Afghanistan; 9 dal Camerun; 4 dal Burkina Faso; uno dal Ciad e uno dalla Liberia.
Nel frattempo gli aiuti alla popolazione ucraina vengono anche inviati sul territorio terreno di guerra. Nei giorni scorsi il personale del distretto sanitario di Penne ha raccolto e inviato 230 euro per l'acquisto di medicinali e alimenti anche per animali.