Penne, solo 5 interventi a due anni dalle frane

6 Settembre 2017

Sono diciannove le zone della città ancora ferite dai movimenti del terreno  cominciati con i nubifragi del 2015. Poche opere finanziate e lavori a rilento

PENNE. Con l'arrivo di settembre e la fine della stagione estiva è già tempo di pensare all'autunno e alle piogge che, inevitabilmente, arriveranno. Nel capoluogo vestino, lo spauracchio per molti cittadini è rappresentato dal pericolo frane. Il dissesto idrogeologico, in atto apartire dalle precipitazioni atmosferiche del marzo 2015, tiene ancora sotto scacco 19 zone tra contrade, strade e scarpate.
Condizione di estremo disagio che non è stata risolta in due anni e che, a quanto sembra, non potrà essere risolta a breve. Le procedure per avviare i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico sono lente e farraginose. A Penne, alcune strade non esistono più e sono veramente pochi gli interventi già partiti per risolvere le situazioni più importanti. Al momento, sono solo cinque le zone che hanno ricevuto una copertura economica per poter ottenere un sostanziale miglioramento: Colletrotta - Pagliari 340mila euro (lavori eseguiti per metà circa); consolidamento di via Battaglione Alpini L'Aquila e San Rocco, 400mila euro (lavori eseguiti per metà circa); consolidamento Mallo e Portella un milione 500mila euro (progetto esecutivo, in approvazione da parte del Genio Civile); consolidamento della viabilità a contrada Collalto, 400mila euro (in corso di redazione il progetto preliminare).
Il finanziamento di 1 milione e 500 mila euro, per la sistemazione di Mallo e Portella, è stato suddiviso in questo modo: per contrada Mallo, previsto un importo dei lavori pari a 470mila 262,41 euro, mentre per la Portella, su cui poggia il versante est del centro storico pennese, l'intervento avrà un costo di 596mila 737,59 euro. La quota restante del milione e mezzo, circa 401 mila euro, sarà assorbita per rilievi e spese relative alla progettazione e alla contabilità. Per tutte le altre zone gravate da un grave dissesto idrogeologico, al momento, c'è una situazione di stallo dovuta al fatto che non vi è alcuna copertura finanziaria nonostante, dopo le segnalazioni del Comune, siano state quasi tutte inserite nella cartografia dell'autorità di bacino della Regione Abruzzo con il più alto grado di rischio e pericolosità.
Il Comune, tramite il proprio ufficio tecnico, ha completato le schede per segnalare il dissesto ed è in attesa che la Regione inserisca gli interventi necessari in qualche programma di finanziamento. «Aspettiamo nuovi fondi per sistemare le altre scarpate e frane che tengono sotto scacco diverse zone della città. Nell'ultimo periodo, abbiamo monitorato con attenzione la grana di Collalto versante Tavo e speriamo di poter ottenere la copertura finanziaria necessaria», ha spiegato il vicesindaco, Vincenzo Ferrante.
A oggi però, a distanza di due anni e mezzo dalle forti precipitazioni di marzo 2015, poco o nulla è stato fatto.
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