Penne, sì al parco commerciale

30 Ottobre 2018

Il consiglio vota il cambio di un’area destinata a edilizia popolare. Protesta il M5S

PENNE. Il consiglio comunale di Penne ha votato favorevolmente per il cambio di destinazione d’uso di un’area destinata ad edilizia popolare con la realizzazione di un parco commerciale e relativa cessione e realizzazione di parcheggi pubblici nell’area antistante l’immobile oggetto di intervento.
Il consiglio comunale, con i voti favorevoli dei soli consiglieri di maggioranza, ha dunque ammesso la proposta arrivata dalla società Costruttori Edili Riuniti Spa di Pescara. Per l’opposizione, che ha dato invece parere negativo sul cambio di destinazione d’uso dell’area di contrada San Salvatore, adiacente alla caserma dei carabinieri di Penne, la scelta della maggioranza è in contrasto con la salvaguardia del piccolo commercio cittadino. «Il M5S si è opposto e ha votato contro questa proposta di delibera perché crea un grave precedente», spiega il capogruppo del M5S in consiglio Luca Falconetti. «Cambiando la destinazione d'uso di un terreno, facendolo passare da area Peep a zona "Commerciale espositiva di progetto", si andrà a modificare quanto previsto dal Prg vigente senza una modifica complessiva del piano.
Inoltre, il beneficio per il pubblico sarà costituito da viabilità e parcheggi pubblici realizzati dove sorgerà l'area commerciale. Di fatto il vantaggio sarà per il privato che realizzerà l'opera e non per la collettività. La maggioranza di centrodestra, nonostante la continua nascita di nuovi gruppi al suo interno, continua a dimostrare incoerenza politica e mancanza di una visione programmatica. Che senso ha annunciare sgravi fiscali per chi apre attività nel centro storico, se poi si permette di costruire un'area commerciale di 2.500 mq non prevista dal Prg al di fuori della città?», s’interroga polemicamente Falconetti.
Anche i commercianti pennesi non hanno gradito molto questa operazione che, comunque, è ancora in una fase embrionale. L’insediamento di un centro commerciale, di certo, se da un lato potrà portare qualche posto di lavoro in più, dall’altro potrà penalizzare il piccolo commercio cittadino che con grande fatica e sacrifici cerca di andare avanti. Nel solo centro storico sono tante le attività che purtroppo nell’ultimo anno e mezzo hanno dovuto chiudere o spostarsi fuori le antiche mura. Colpa della crisi, ma anche dei problemi strutturali degli antichi palazzi che dopo lo sciame sismico che si è sviluppato tra agosto 2016 e gennaio 2017 non hanno ricevuto l’agibilità a seguito delle perizie effettuate dalla protezione civile.