Penne, è scontro su conti del Comune e diffida prefettizia

31 Maggio 2016

PENNE. La diffida del prefetto al Comune di Penne per la mancata approvazione del bilancio previsionale 2016, entro il 30 aprile scorso, alimenta una buona dose di polemiche. Il sindaco uscente,...

PENNE. La diffida del prefetto al Comune di Penne per la mancata approvazione del bilancio previsionale 2016, entro il 30 aprile scorso, alimenta una buona dose di polemiche. Il sindaco uscente, Rocco D’Alfonso, ha voluto subito chiarire la posizione dell’amministrazione. «Sulla mancata approvazione del bilancio nei termini previsti dalla legge», ha detto, «mi preme sottolineare che è stata decisa per consentire all’amministrazione che subentrerà dopo il voto di domenica di avviare un'attività di programmazione. Abbiamo invece approvato il consuntivo, a larga maggioranza dei presenti in aula (8 voti favorevoli, 2 contrari), poiché il documento riguarda la politica finanziaria della giunta in carica. Ricordo che, al momento del mio insediamento, nel maggio 2011, la nuova amministrazione ha dovuto approvare sia il conto consuntivo 2010 che il previsionale 2011, e non mi sembra che all'epoca si scatenarono polemiche come quelle che sto ascoltando in questi giorni». Ma, a far discutere, è anche una relazione del ministero dell’Economia (Mef) sul quinquiennio 2010-2015, arrivata due mesi fa in municipio. Il documento si evidenziano 13 irregolarità che non sono mai state portata al vaglio del Consiglio comunale. Un fatto che alimenta ulteriori reazioni nella politica comunale e provinciale.

Per il coordinatore provinciale di Forza Italia, Carlo Masci, «nascondere ai cittadini pennesi una relazione così importante come quella redatta dal Mef, che ha accertato irregolarità di gestione amministrativa del Comune, è stato un fatto molto grave. Con questo comportamento omissivo mostrato dalla giunta di centrosinistra» prosegue Masci «è stato impedito all’assemblea ci vica di esaminare un documento importante per la vita amministrativa dell’ente, anche alla luce della redazione del bilancio consuntivo 2015 approvato pochi giorni fa. È grave che il centrosinistra continui a nascondere atti amministrativi per fuorviare i cittadini e sfuggire alle proprie responsabilità. Come non ricordare, ad esempio, l’ordinanza di divieto di balneazione del mare a Pescara», chiosa polemicamente Masci.

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