«Pensavo a Valeria Solesin»

Alice Petrongolo di Torrevecchia Teatina, è a Bruxelles con Garanzia Giovani. Ieri mattina era in viaggio sul treno partito da Charleroi, dove vive, diretta a Bruxelles, quando ha appreso del primo...
Alice Petrongolo di Torrevecchia Teatina, è a Bruxelles con Garanzia Giovani. Ieri mattina era in viaggio sul treno partito da Charleroi, dove vive, diretta a Bruxelles, quando ha appreso del primo attentato all’aeroporto di Zaventem. Il suo treno è stato uno degli ultimi che è riuscito a raggiungere la città prima che le stazioni fossero chiuse. A piedi ha attraversato la città per raggiungere una persona che potesse riaccompagnarla a Charleroi.
«Le stazioni erano chiuse, non sapevo come tornare a casa». E in questo suo interminabile peregrinare, il suo pensiero è andato a Valeria Solesin, la studentessa italiana uccisa al Bataclan nella notte degli attentati a Parigi. «Vicino a piazza Louise ho sentito un colpo e ho pensato davvero ad uno sparo e mi si è gelato il sangue. Mi sono spaventata. Ho pensato a Valeria e ho provato rabbia per lei. Anche io sono una ricercatrice, che cerca all’estero di costruire un’occasione per il futuro. Proprio come lei a Parigi. Lei non meritava di essere ricordata come la vittima di una strage, ma per essere l'autrice di una ricerca. E mentre oggi camminavo tra sirene e blindati, pensavo: se domani fossi io Valeria?» (c.m.)

