Pensionata sventa truffa dell’incidente

2 Giugno 2017

«Sua figlia ha investito un motociclista», ma lei non ci casca

PESCARA. «Sua figlia ha investito un motociclista, lui sta in ospedale mentre sua figlia è stata fermata dai carabinieri, l’hanno ammanettata». Sono bastate queste parole, dette ieri al telefono da uno sconosciuto, per mandare in tilt una signora di 85 anni, ennesima vittima prescelta per la truffa “dell’incidente”.
Una truffa che continua a ripetersi ai danni di pensionati sorpresi nella loro routine domestica con un canovaccio imbastito ad arte per spillargli soldi. L’incidente, la figlia responsabile fermata e ammanettata e la necessità di pagargli un avvocato, subito. Ma stavolta la pensionata, residente in zona Stazione, non ci è cascata. Anche se ci è mancato poco. Come racconta lei stessa al Centro dopo aver presentato denuncia alla polizia. «Ero da sola in casa, saranno state le 13 perché era iniziato il telegiornale, quando è squillato il telefono». «Pronto casa (...)?», ha chiesto la voce maschile citando il cognome del marito della signora. Sì, ha risposto lei. «A quel punto mi ha chiesto se c’era mio marito, e gli ho detto di no, poi mio figlio, e gli ho detto ancora di no. Gli ho detto mio marito è morto, mio figlio pure, non c’è nessuno. Chi cerca, che cosa vuole? E quello: “Guardi signora sua figlia ha investito un motociclista, lui sta in ospedale, sua figlia è stata fermata dai carabinieri perché è in colpa. L’hanno ammanettata. Il maresciallo ha consigliato di conciliare con l’investito”. Gli ho chiesto che cosa dovevo fare e lui mi ha detto che servivano 4.800 euro “giusto per la pratica dell’avvocato che sta qui”». È a questo punto che la signora, mamma di tre figlie, per un attimo ha perso tutta la sua lucidità concentrandosi solo su come riuscire ad aiutare una di loro. «Gli dicevo che non avevo quei soldi e se mia figlia stava bene. E quello mi continuava a dire che stava bene, ripetendomi che l’avevano ammanettata. Ho soltanto 800 euro in casa gli ho detto. Ma quello insisteva: “Può darsi che non ce l’ha? Cerchi, cerchi se ha qualche altra cosa”. Ma io continuavo a dire che non ce l’avevo, che sono una pensionata. “Allora signora anche l’oro va bene” mi ha detto. E là mi si è accesa la lampadina. Quando mi ha detto l’oro gli ho risposto io oro non ce l’ho, e adesso basta. Ma quello ha continuato, “vengo a prenderlo”. E a quel punto gli ho detto venga, venga che ne parliamo. Poi ho chiuso il telefono e mi sono affacciata alla finestra, ma non c’era nessuno. O meglio, c’era un uomo dentro una macchina. Mi sono spaventata, ho chiuso casa e sono andata dalla mia vicina per vedere con lei se si riusciva a individuare qualcuno». Ma quando la pensionata va dalla vicina, di dieci anni più anziana, scopre che ci avevano provato anche con lei. «Mi ha detto che poco prima le avevano citofonato, ma lei ha richiuso subito, ha detto che non voleva sentire niente». E poi? «Poi mi sono sentita male. Il giorno prima ero stata in ospedale per i miei problemi, la dottoressa mi aveva dato 15 giorni di riposo assoluto. E ora ho paura a stare in casa da sola».