Pensione a 63 anni: domani l’incontro ministro-sindacati

14 Febbraio 2022

PESCARA. È convocato per domani al Ministero del Lavoro il nuovo tavolo tecnico tra Governo e sindacati per discutere del nodo cruciale della flessibilità in uscita. L’incontro preparerà il campo al...

PESCARA. È convocato per domani al Ministero del Lavoro il nuovo tavolo tecnico tra Governo e sindacati per discutere del nodo cruciale della flessibilità in uscita. L’incontro preparerà il campo al tavolo politico previsto entro la fine della settimana, come indicato dal ministro Andrea Orlando dopo le pressioni dei sindacati per ridurre i tempi e concludere il cantiere pensioni prima del prossimo Def (aprile).
Va ricordato che l’incontro politico tra Governo e sigle era fissato il 7 febbraio scorso ma rinviato per la necessità di un ulteriore passaggio tecnico. In realtà i sindacati avevano visto in quell’ennesimo rinvio una problematica interna all’esecutivo per trovare il giusto compromesso sulla riforma pensionistica dal 2023.
Si tratta comunque di concludere il confronto tecnico cercando di conoscere le valutazioni del Governo sulle proposte sindacali in materia di flessibilità in uscita, cioè sulla possibilità di andare in pensione prima rispetto ai limiti imposti dalla legge Fornero (67 anni). Poi ci sarà la prima verifica politica, con i ministri e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Flessibilità in uscita vuol dire poter uscire da 62 anni oppure con 41 anni di contributi senza vincoli di età. A queste ipotesi si aggiunge, tra le altre proposte sindacali, il sostegno alle categorie più deboli, vale a dire disoccupati, invalidi, caregiver, lavori gravosi e usuranti, donne.
Al 31 dicembre 2020, i pensionati italiani erano pari a circa 16 milioni, di cui 7,7 uomini e 8,3 donne. Le prestazioni previdenziali rappresentano l’81% del totale e quelle assistenziali il 19%. La categoria più numerosa è infine rappresentata dalle pensioni di anzianità/anticipate con il 30,9% del totale. (u.c.)