Pensione, sarà più difficile lasciare a 64 anni

24 Ottobre 2023

La Manovra del governo introduce quota 104, ma penalizza i giovani: ecco le principali novità

L'AQUILA . Novità in arrivo sulle pensioni con la bozza della legge di Bilancio approvata una settimana fa dal governo. Viene introdotta Quota 104, in sostituzione di Quota 103. Inoltre, sarà più difficile andare in pensione a 64 anni per i lavoratori che hanno il calcolo pensionistico con il sistema contributivo. Dal prossimo anno, infatti, non solo verrà introdotta Quota 104, ma i lavoratori che utilizzeranno questo canale anticipato di pensionamento, che prevede almeno 63 anni d’età e 41 di contributi, dovranno mettere in conto anche delle penalizzazioni sull’importo dell’assegno.
In particolare, si legge nella bozza, «ai fini della determinazione dell’importo delle pensioni anticipate, le quote da calcolare con il sistema retributivo sono ridotte». Il taglio sarà tanto maggiore quanto più il lavoratore andrà in pensione prima, rispetto ai 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia. La bozza della legge di Bilancio modifica anche le regole del contributivo, il regime che riguarda coloro che hanno cominciato a lavorare dal 1996 in poi. Uno dei cambiamenti riguarda la riduzione della soglia di importo per accedere alla pensione di vecchiaia. Le regole della legge Fornero stabiliscono che chi è interamente nel contributivo può andare in pensione a 67 anni d’età e 20 di contributi solo se l’assegno maturato è pari ad almeno una volta e mezzo l’assegno sociale, cioè 755 euro a valori 2023. Se la pensione non raggiunge questo livello, il lavoratore deve aspettare fino a 71 anni d’età per andare in pensione.
La bozza stabilisce invece che, chi rientra nel regime contributivo, dal prossimo anno potrà andare in pensione a 67 anni se ha maturato un assegno equivalente almeno all’assegno sociale, cioè 503,27 euro, nel 2023. Ma accanto a questa novità ne spunta un’altra, penalizzante per i lavoratori più giovani. Il governo, infatti, nella bozza modifica un’altra soglia prevista dalla Fornero, ma questa volta in aumento, alzando da 2,8 a 3,3 volte l’assegno sociale, quindi da 1.409 a 1.661 euro al mese, l’importo minimo da maturare per poter andare in pensione anticipata con il contributivo, cioè a 64 anni d’età e 20 di contributi. Di fatto, si restringe ulteriormente ai soli lavoratori più ricchi la possibilità di andare in pensione tre anni prima.
Chi invece ha avuto una carriera precaria o retribuzioni basse dovrà aspettare i 67 anni. Un articolo della manovra limita al 31 dicembre 2024 la sospensione dell’adeguamento alla speranza di vita del requisito ordinario per la pensione anticipata (per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età, un anno in meno per le donne) che altrimenti sarebbe scaduta il 31 dicembre 2026.
Per quanto riguarda l’Ape sociale il requisito per accedere, nel 2024, sale di 5 mesi: da 63 anni a 63 anni e 5 mesi. Infine, per accedere a Opzione donna le lavoratrici dovranno aver maturato entro il 31 dicembre 2023 almeno 35 anni di contributi e 61 anni d’età, con uno sconto di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due. (m.p.)