Pepe: «300 milioni contro il dissesto»
PESCARA. Anche l’assessore regionale Dino Pepe interviene sulla frana di Ponzano e non solo: “La Regione in questi 34 mesi ha finanziato interventi per quasi 300 milioni sul fronte del dissesto...
PESCARA. Anche l’assessore regionale Dino Pepe interviene sulla frana di Ponzano e non solo: “La Regione in questi 34 mesi ha finanziato interventi per quasi 300 milioni sul fronte del dissesto idrogeologico, e altri 215 sono previsti nel Masterplan. E’ uno dei settori nei quali siamo più impegnati ma va sottolineato che - oltre ad una manutenzione del territorio pressoché nulla nel passato - negli ultimi 8 mesi abbiamo avuto tre terremoti e un’emergenza maltempo che ha portato sull’Abruzzo 20 milioni di tonnellate di neve la quale, sciogliendosi, ha determinato fenomeni erosivi di portata immane”. Pepe ricorda che “il Governo ha compreso la situazione e il 21 marzo scorso ha varato, a firma del capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, l’ordinanza numero 441, un provvedimento specifico per l’Abruzzo. A ciò si aggiunge che, su richiesta del presidente D’Alfonso, il Governo ha approvato la cosiddetta ‘norma Ponzano’ che equipara le case demolite dalle frane a quelle distrutte dal terremoto. Inoltre l’Anas - continua Pepe - ha previsto oltre 13 milioni per la sistemazione della viabilità su tutto il territorio provinciale teramano, e il Cipe ha stanziato 4,5 milioni dedicati alle strade del Comune di Civitella del Tronto. Lo stesso Curcio a breve emanerà un’ordinanza ad hoc per i movimenti franosi come quello di Ponzano, al fine di creare una scheda specifica che disciplini le modalità per le verifiche di inagibilità di abitazioni colpite da frane sismoindotte. Infine - conclude - la situazione a Ponzano, che fa parte del cratere sismico, è nota alla Protezione civile, anche perché Curcio ha visitato il sito a febbraio scorso, e abbiamo provveduto ad apportare i primi interventi già nei giorni successivi alla frana, sistemando le circa cento persone evacuate in strutture ricettive o dando il contributo di autonoma sistemazione». (l.c.)

