Per Berlusconi l’incubo Carroccio

5 Marzo 2018

Il Cavaliere teme il sorpasso dei lumbard: «Di più non potevo fare»

ROMA. Chiuso ad Arcore ad attendere i risultati elettorali, Silvio Berlusconi d'accordo con i fedelissimi ha deciso di aspettare che il quadro sia certo prima di dettare la linea ufficiale al suo partito. Più di quello che ho fatto non potevo fare, è il ragionamento fatto con chi ha avuto modo di sentirlo. La possibilità che la coalizione non riesca ad arrivare alla fatidica soglia del 40% (percentuale che gli consentirebbe di avere una maggioranza autonoma) ma sopratutto il rischio concreto che la Lega Nord sorpassi Fi nella gara interna, rappresentano due «spine» con cui il Cavaliere deve fare i conti d'ora in avanti. In attesa dei risultati ufficiali Forza Italia non ha dubbi sul fatto che il «centrodestra abbia la maggioranza politica e sia il vincitore della tornata elettorale in cui è in gioco il governo del Paese e non l'affermazione dei singoli». Una presa di posizione per provare a gettare acqua sul fuoco sul nervosismo interno per il sorpasso del Carroccio rispetto al partito del Cavaliere. «La coalizione si conferma prima rispetto agli altri due competitor», mette in chiaro Paolo Romani mentre Lucio Malan si dice sicuro che il centrodestra «avrà i numeri per l'incarico». Il Carroccio preferisce aspettare e Salvini si limita a scrivere su twitter «grazie» come primo commento ai dati elettorali. Senza cifre certe e con FI al secondo posto rispetto alla Lega, per Berlusconi sfuma il progetto di vedere Antonio Tajani sulla poltrona di palazzo Chigi. Il presidente del Parlamento europeo resta a disposizione a patto che il centrodestra abbia i numeri per governare. Se questo non dovesse avvenire Tajani resterebbe in Europa. Difficile la possibilità che Salvini sia disposto a cedere la guida del governo al presidente del Parlamento Ue nel caso la Lega arrivasse prima e la coalizione avesse i numeri per governare. Se il centrodestra non dovesse farcela a raggiungere i numeri e Salvini arrivasse primo, per il leader di Forza Italia sarebbe una «sconfitta personale». L'essere sceso in campo ha avuto l'effetto di far risalire gli azzurri nei sondaggi ma non è bastato e senza la certezza di andare al governo anche il perimetro della coalizione viene messo in discussione. Berlusconi, Meloni e Salvini hanno rispedito al mittente qualsiasi ipotesi di governo che non fosse di centrodestra ma, senza avere i numeri per farlo, l'idea di una scomposizione dell'alleanza torna in primo piano.