Per entrare in Comune ora serve un documento

25 Gennaio 2016

PESCARA. «Il “palazzo di vetro” del sindaco Alessandrini oscura i vetri, mette le barriere e si chiude alla città». È il commento dell’ex consigliere comunale, ora esponente dell’associazione Pescara...

PESCARA. «Il “palazzo di vetro” del sindaco Alessandrini oscura i vetri, mette le barriere e si chiude alla città». È il commento dell’ex consigliere comunale, ora esponente dell’associazione Pescara mi piace, Armando Foschi.

Secondo l’ex consigliere, da alcuni giorni sarebbe stato ripristinato «l'obbligo di lasciare i propri documenti all'ingresso del Comune, agli addetti alla portineria e di farsi censire prima di poter avere accesso agli uffici sovrastanti». «Nulla di eccezionale», afferma Foschi, «se non fosse che quell’ordine, riportato alla chetichella in un pezzo di carta appiccicato alla porta d'ingresso, arriva da chi per cinque anni ha fatto tuoni e fulmini contro i tornelli sistemati dal centrodestra, per poi smentire clamorosamente se stesso dopo appena 19 mesi di governo».

«Diciannove mesi da sindaco», osserva l’ex consigliere, «sono stati più che sufficienti per fargli decidere di ripristinare i controlli degli utenti che entrano in Comune all'ingresso. Ha cercato di farlo senza troppo clamore: ha fatto attaccare un foglietto di carta neutro alla porta di vetro, senza alcuna firma né timbro, un semplice avviso, comunicando che, d'ora in avanti, bisogna esibire un documento di riconoscimento per accedere agli uffici comunali».

«Dunque», aggiunge, «chi entra deve fare il pit stop in portineria, consegnare la propria patente o carta d'identità, comunicare in quale ufficio intende recarsi, attendere la verifica telefonica della portineria, e, solo dopo l'autorizzazione dell'addetto, può superare la barriera».

«In altre parole», fa notare, «ha ripristinato quel controllo di sicurezza tanto contestato quando a istituirlo fu il sindaco Albore Mascia (obbligato però dalla questura ad assumere una serie di misure di tutela dopo aver ricevuto minacce), solo che in maniera molto più furbesca il sindaco Alessandrini non ha fatto mettere dei tornelli, che inevitabilmente avrebbero attirato l'attenzione delle persone e dei consiglieri comunali, ma ha dato ordine agli addetti alla portineria di non far passare alcuno senza averlo prima schedato».

«Oggi il sindaco Alessandrini», conclude l’ex consigliereed esponente di Pescara mi piace, «si accorge che in Comune c'è bisogno di sicurezza, peccato che non avvertisse la stessa necessità di sicurezza quando lo stesso Alessandrini era un consigliere di opposizione e con i colleghi Del Vecchio, Fusilli e Blasioli era pronto a smantellare con il piccone quei tornelli che rappresentavano una barriera insopportabile. Barriera che, secondo loro, impediva ai cittadini di partecipare alla vita democratica del Comune».

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