«Per fortuna almeno lei lo può ancora raccontare»

Tanti commenti sulla pagina Fb del “Centro” all’indomani dell’addio a Jennifer Anche una segnalazione che sembra una denuncia: «Ho un caso simile in famiglia»
PESCARA. Più di cento condivisioni, oltre duecento like “mi piace”, ma con faccine di rabbia e di dolore, e una pioggia di commenti. Il giorno dopo il commosso addio a Jennifer Sterlecchini, la 26enne uccisa dal fidanzato che lei aveva deciso di lasciare, il popolo del web legge con ancora più sgomento, e rabbia, l’ennesimo episodio di violenza su una donna (articolo nella pagina a fianco).
È forse è proprio per il grande coinvolgimento suscitato dalla tragica storia di Jennifer che sulla bacheca virtuale del Centro per tutta la giornata di ieri uomini e donne si sono confrontati sull’ultima vicenda. E lo hanno fatto con riflessioni e proposte, lasciando da parte conflitti di genere e insulti al nulla.
Tra questi, in tanti sono d’accordo con Luca Caputo sul fatto che «si dovrebbe procedere d’ufficio con la denuncia è normale che una donna vittima di violenza sia impaurita e tentenni a denunciare».
Ma fa notare Antonella Mancinelli: «Denunciare significa poi ritornare a casa e affrontarlo di nuovo da sola. Lui resta segnalato e a piede libero, niente di più. Se ti fai refertare dal pronto soccorso dipende da quanti giorni ti danno, fino a 15 giorni non succede nulla a lui» . «Ha pienamente ragione», commenta Vitangelo Di Tecco: «Ha pienamente ragione. Siccome le leggi non esistono poi ci si ritrova con il delinquente denunciato a piede libero, se invece si tutela chi denuncia allora le cose cambieranno, altrimenti si discute di aria fritta».
Ne sa qualcosa Claudia Giammarino che scrive pubblicamente: «Ho un caso simile in famiglia, un ragazzo che prendeva a schiaffi e pugni la madre di suo figlio, anche quando era incinta...lei finisce per denunciarlo a settembre e adesso siamo a dicembre e non si è ancora risolto niente, carabinieri lentissimi». Quanto basta per far dire a Tonino Di Virgilio: «Si deve obbligatoriamente procedere d’ufficio per tante piccolezze, poi per un reato gravissimo necessita la denuncia di parte lesa... c’è qualcosa che non va nel nostro Ordinamento Giudiziario».
E a chi critica la ragazza che dopo la prima aggressione ha rifiutato di denunciare il fidanzato che l’aveva appena picchiata Antonia Misa risponde: «Facile dire che scema o parlare di finto buonismo. Ma care donne o uomini prima di giudicare chi non ha il coraggio di denunciare proviamo a metterci nei panni della vittima che per paura di ulteriori percosse ha paura di denunciare semplicemente perchè non vedono via di scampo dal loro carnefice e si sentono sole ad affrontare mostri. Parliamoci chiaro quando prendono botte non c'è mai nessuno che li difenda!!». ValeLeo Di Marco: «La colpa è della mancanza di educazione da parte della famiglia». Mentre Renata Sapigni criticando la mancata denuncia dice pure: «Ha Sbagliato!! X fortuna che lo può ancora raccontare!!».

