Per gli impianti da sci riapertura possibile

23 Novembre 2020

L’assessore Liris: speriamo di farlo subito dopo l’8 dicembre

PESCARA. La stagione sciistica abruzzese deve essere salvata, ma più che un imperativo è un auspicio quello che istituzioni e categorie direttamente interessate si pongono. Tutto dipenderà dalla curva dei contagi fino al 3 dicembre, data oltre la quale potrebbero entrare in vigore misure meno restrittive con il nuovo Dpcm se la situazione generale migliorerà.
LA RIPARTENZA. L’idea delle Regioni è quella di proporre al governo una ripartenza cauta per quel che riguarda la stagione sciistica. Forte controllo delle presenze in pista e agli impianti di risalita. L’obiettivo è anche quella di limitare le vendite di skipass giornalieri, che varierebbero da stazione a stazione sciistica, in ragione della velocità, della tipologia e del numero degli impianti di risalita presenti. La stessa idea è contenuta nella bozza del documento per la «Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali», che sarà portato in Conferenza delle Regioni per essere poi sottoposto al governo e al Comitato tecnico scientifico. Tutto questo mentre le associazioni del settore hanno presentato i numeri e le previsioni del settore sciistico, fortemente ridimensionato dalla pandemia. Il mondo che ruota intorno al turismo invernale rischia di perdere il 70 per cento di fatturato, ovvero una perdita secca di quasi 8,5 miliardi di euro. L’incertezza e la preoccupazione regnano tra gli addetti ai lavori. Gli operatori del settore montano vedono, giorno dopo giorno, slittare sempre più in avanti l’inizio della stagione.
PRONTI I COMUNI. «Navighiamo a vista», commenta Simone Angelosante, sindaco di Ovindoli, una delle maggiori realtà abruzzesi per quanto riguarda gli impianti sciistici. Tutto dipenderà se l’Abruzzo continuerà ad essere zona rossa o meno, ma un occhio di riguardo sarà rivolto anche alla situazione di altri regioni vicine. «Sarà importante capire se dalle altre zone si potrà raggiungere il nostro territorio», conferma il primo cittadino. «Noi abbiamo un importante bacino di turisti che arriva dall’area romana, per cui gli spostamenti tra regioni diventano un tema importante. La situazione non è prevedibile», aggiunge Angelosante, «tuttavia noi ci faremo trovare pronti nel momento in cui ci verrà data l’occasione di aprire». Anche da un altro importante comprensorio, come quello di Roccaraso, si attendono sviluppi sulla situazione pandemica per capire gli scenari legati alla stagione invernale. «Tutto dipenderà dalla curva epidemiologica», premette il sindaco della stessa Roccaraso, Francesco Di Donato. «Noi saremo pronti quando ci saranno le condizioni ideali. Sugli impianti sono iniziate le operazioni di innevamento artificiale pertanto le piste le stiamo preparando, ma ovviamente non possiamo dare una data di apertura». Tutte le categorie legate a questo settore stanno quindi investendo: «Il comprensorio dell’Alto Sangro», continua il sindaco, «è una meta amata da tutti, ambita, ricercata, di qualità». Negli anni scorsi si sono visti turisti non solo italiani ma anche stranieri. Però la maggior parte arriva dal sud Italia, Campania e Puglia su tutte. Ecco perché anche secondo il sindaco di Roccaraso sarà importate capire quel che avverrà nelle regioni vicine all’interno dello scacchiere delle zone colorate in cui l’Italia è divisa.
REGOLE E AIUTI. Di Donato è chiaro sulle misure che verranno adottate in caso di riapertura degli impianti: «Saremo più prudenti di quelle che saranno le disposizioni», annuncia, «ci attiveremo per gli screening a tutti gli operatori grazie anche al contributo della Dmc Alto Sangro Turismo, con cui il Comune di Roccaraso e altri Comuni hanno sottoscritto un protocollo sanitario integrativo di quelli nazionali». E poi c’è la questione aiuti: «È inevitabile che ci sia in ogni caso un calo delle presenze e di conseguenze sugli incassi», prosegue il primo cittadino, «il governo e la Regione pertanto devono stare vicini con ristori adeguati alle categorie che lavorano nel comparto neve: commercianti, albergatori, impiantisti, maestri di sci, che subiranno dei danni. Migliaia di persone lavorano in questo settore, ad esempio abbiamo circa 650 maestri di sci».
LE RASSICURAZIONI DI LIRIS. Sul tema aiuti arrivano garanzie proprio dalla Regione e dall’assessore al bilancio ed allo sport Guido Quintino Liris. «Staremo vicini agli operatori con ristori e misure compensative», garantisce il membro della giunta. Sulla riapertura degli impianti «tutto dipenderà dal fatto se la nostra regione sarà ancora rossa o meno nel nostro territorio dopo il 3 dicembre. Ottimista? Io credo che si possa pensare alla fruizione degli impianti dopo l’8 dicembre. Credo che se così fosse saremmo tutti felici. Per quanto riguarda le regole», conclude infine l’assessore Liris, «ci atterremo alle disposizioni del governo e valuteremo i piani per ogni singolo impianto, che presentano ognuno delle caratteristiche diverse e per questo necessitano di condizioni altrettanto differenti».