«Per i senzatetto servono unità di strada»

26 Agosto 2019

I consigli dell’ex assessore Allegrino a Masci: sostenere i volontari e attivare i centri di accoglienza

PESCARA. Unità di strada e la creazione di una rete di accoglienza pubblico-privato per arginare il fenomeno dei senzatetto. È quanto propone l’ex assessore alle politiche sociali Antonella Allegrino al sindaco Carlo Masci e all’assessore all’ascolto del disagio sociale Nicoletta Di Nisio.
Per quanto riguarda le unità di strada, la sua istituzione «ha consentito di fronteggiare eventuali emergenze, di tenere pressoché sotto controllo il fenomeno e verificare che i senza dimora, sul nostro territorio, sono circa 200, con variabili collegate a una presenza maggiore durante le festività e in alcuni mesi dell'anno. Secondo aspetto di grande utilità nell'esperienza delle unità di strada è stato il coordinamento della rete e cioè la collaborazione tra le associazioni, promossa e sollecitata come amministrazione comunale».
Ciascuna di esse, infatti, grazie alle proprie specificità e competenze, è in grado di garantire un grande contributo al contenimento e al controllo del fenomeno. L'associazione «On the road», con la sua struttura «Train de vie» all'interno della stazione, accoglie ogni giorno i senza dimora offrendo colazioni, docce, laboratori e altra assistenza. La Caritas, con la «Cittadella della carità», provvede all'accoglienza notturna, sebbene per soli 21 giorni consecutivi, e al pranzo e alla cena ogni giorno. Le Dame di San Vincenzo gestiscono le docce comunali di via Gran Sasso e l'associazione «Papa Giovanni XXIII», insieme alla Comunità di Sant'Egidio, alla Croce di Malta e ad altre onlus, di sera si reca in stazione e in altri luoghi per assistere e garantire ascolto ai senza dimora.
Oltre alle unità di strada e alla rete di volontari, Allegrino all’epoca della sua esperienza realizzò il «Piano freddo», «importante progetto che ha consentito, per due anni, di affrontare in maniera dignitosa ed economica la più grande emergenza dell'anno, senza lasciare persone in strada e offrendo loro un posto letto al caldo, la colazione al mattino, servizi igienici e assistenza». «Il primo anno», ha ricordato, «abbiamo organizzato l'ospitalità nel centro “Monsignor Britti” di via Rio Sparto, una struttura molto adatta all'accoglienza. Il secondo anno abbiamo individuato come luogo l’ex scuola di via Lago Sant'Angelo. Per i due mesi invernali più freddi dell'anno, abbiamo accolto dai 50 agli 80 (e a volte 100) senzatetto, con il supporto delle associazioni e grazie al “Piano freddo”, svolto il primo anno in via sperimentale e assegnato, il secondo anno, con un bando di co-progettazione all'interno del Pronto intervento sociale».