«Per il commercio c’è ancora molto da fare»

Le luminarie accese in anticipo piacciono, ma i negozianti sollecitano interventi su parcheggi e ambulanti. Soddisfatta la Confcommercio: bilancio positivo
PESCARA. Va bene giocare d’anticipo, ma c’è ancora da fare per riconciliare il commercio con la città. Lo dicono i negozianti che domenica hanno partecipato con le loro attività alla festa che Comune e Confcommercio hanno organizzato in centro per incentivare lo shopping natalizio con l’accensione anticipata delle luminarie, condita dalla presenza dei calciatori del Pescara, da Babbo Natale e majorettes, con sconti collegati al biglietto del treno e a quello della partita del Pescara. Una domenica di novembre, l’ultima, sicuramente più animata e popolosa degli anni passati che però, a sentire i diretti interessati, ha incrementato poco gli incassi.
«Nessun incremento delle vendite», taglia corto Marina Dolci dell’omonimo negozio di articoli sportivi su via Roma, «c’è stato un passeggio normale e dalle nostre parti i giocatori del Pescara non si sono visti proprio. Il problema», sottolinea la commerciante, «è che il centro cittadino continua a non essere ospitale, a cominciare dai cartelli per indicare i parcheggi, che non ci sono. Senza contare lo stato in cui si presenta l’area di risulta, un’area che va assolutamente ripulita,senza buchi e senza la breccia messa male, senza gente che ti chiede i soldi anche se il parcheggio è gratis, e sicuramente con più illuminazione, visto che adesso fa paura. E poi basta con accattoni e gente che a ogni angolo ti vende cover e roba di ogni genere. Il centro così non ripartirà mai, l’hanno ucciso, ce lo dicono tutti. È un’isola pedonale vuota che andrebbe rilanciata e sostenuta durante tutto l’anno, non solo perchè accendiamo le lucine di Natale tra l’altro messe da noi, visto che il Comune paga solo l’elettricità».
«Per essere una giornata di novembre qualcosa si è fatto», ammette Simona Barone di Antonella kids, anche lei su via Roma, «ma rispetto a quello che avevamo preventivato si può dire che è stato un mezzo flop. L’importante è cercare di unire gli intenti, di ricompattare la categoria com’era venti anni fa piuttosto che dividerci su mille iniziative che poi dobbiamo comunque pagare noi. La gente è stanca di pagare, ci sono stati problemi anche per pagare le luminarie, figuriamoci se ci chiedono, come è successo, i soldi pubblicizzare le iniziative che organizzano di volta in volta le diverse organizzazioni di categoria». Ne sa qualcosa, su corso Umberto, Carlo Miccoli, del bar Excelsior: «Su 46 commercianti hanno contribuito a pagare le luminarie con 120 euro a testa solo 26 negozianti, e se riusciremo a incentivare le luci è solo grazie alla sensibilità di due banche, la Bcc e l’Unicredit».
«Bilancio assolutamente positivo», sottolinea invece la vice presidente di Confcommercio Simona Cavalazzi, della boutique Jeunesse, «per la prima volta siamo riusciti a illuminare Pescara una settimana prima del solito, come succede in tutte le grandi città, senza arrivare come al solito sul filo del rasoio. Per essere una domenica di novembre c’è stato invece un discreto movimento, considerando che di solito fino al 10, 15 dicembre non si sposta niente, neanche l’8 si conclude qualcosa. Invece è andato bene tanto che noi di Confcommercio pensiamo di allargare l’iniziativa a tutta la città l’anno prossimo. Fermo restando che uno dei problemi più grossi per il commercio cittadino è proprio l’abusivismo commerciale, ma non possiamo certo risolverlo noi».
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