Per il vigile licenziato nel 2016 la prima udienza ad aprile

PESCARA. L’ultimo caso di assenteismo di cui si parlò molto a Pescara, fu quello che risale alla fine dell’estate del 2016 e riguardò il maresciallo della polizia municipale, Pasquale Solari, che...
PESCARA. L’ultimo caso di assenteismo di cui si parlò molto a Pescara, fu quello che risale alla fine dell’estate del 2016 e riguardò il maresciallo della polizia municipale, Pasquale Solari, che finì agli arresti domiciliari. Un caso anche piuttosto singolare in quanto Solari da anni era l’indiscusso “custode” del parco D’Avalos: lavoro che, a dir suo, assolveva organizzando in maniera insolita il suo lavoro, senza rispettare gli orari imposti dal Comune di Pescara. Gli uomini della guardia di finanza lo pedinarono a lungo, effettuarono riprese fotografiche e filmate che, durante l'orario di lavoro, secondo il quale avrebbe dovuto prestare servizio al parco, lo ritraevano invece in faccende che con il lavoro non avevano nulla a che fare. Persino sulla sua barchetta intento a pescare. Venne prima sospeso dal Comune di Pescara e poi licenziato senza preavviso.
Ma lui non ha mai ceduto di un passo e ha sempre sostenuto di aver svolto sempre il suo lavoro, organizzando però gli orari a modo suo, anche per offrire una maggiore tutela a chi si recava nel parco. La battaglia legale non è ancora finita. Assistito dagli avvocati Pasquale Provenzano e Massimo Solari (suo nipote), Pasquale Solari è stato rinviato a giudizio con l'accusa di truffa aggravata ai danni del Comune di Pescara dal gup di Chieti, Luca De Ninis: la competenza territoriale sarebbe stata spostata a Chieti in quanto all’ex maresciallo lo stipendio veniva accreditato su un conto corrente aperto in una banca di Francavilla al Mare dove abitava. La prima udienza del processo era in programma qualche giorno fa, ma è stata subito rinviata al 4 aprile prossimo. L'avvocato Solari punta dritto all’assoluzione dell’imputato per l’assenza di elementi che configurino il reato di truffa: non ci sarebbe stato mai nessun raggiro o artificio perché anche i suoi superiori sapevano quello che faceva. (m.cir.)
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