Per Pagano è giunta l’ora della verità

Centrodestra, Fdi diventa un caso. Forza Italia incontra la Lega di Bellachioma
PESCARA. Due incontri chiave, lo stesso giorno, per chiarire una volta per tutte i motivi che ritardano il via libera alla campagna elettorale del centrodestra per le regionali del 10 febbraio. Il giorno della verità, per Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, sarà lunedì prossimo. Prima del comitato regionale, fissato nel pomeriggio a Pescara, nella sede degli azzurri, Pagano ha chiesto un incontro a Giuseppe Bellachioma, leader regionale della Lega, evidentemente per fare un’azione comune su Fratelli d’Italia a cui spetta il compito di scegliere il candidato governatore di coalizione. Ma Pagano teme che la decisione sarà presa tra non meno di due settimane dal tavolo nazionale, compromettendo al centrodestra abruzzese la possibilità di avviare la campagna elettore dall’inizio di novembre, un mese decisivo se si pensa alle difficoltà che la politica incontrerà a dicembre, monopolizzato dalle feste natalizie e dal disinteresse dei cittadini verso candidati, incontri, liste e primi comizi. Così lunedì, Forza Italia dirà la sua, lasciando spazio ai propri esponenti di lungo corso, come il consigliere regionale Mauro Febbo, che annuncia un intervento al fulmicotone contro il comportamento degli alleati di Fratelli d’Italia. Questi, dal canto loro, per bocca del coordinatore Giandonato Morra, uno dei tre papabili alla corsa a governatore insieme a Marco Marsilio e Massimiliano Foschi, rispondono che non ci sono ritardi addebitabili all’Abruzzo. «Siamo l’unica regione che ha presentato i nomi a Giorgia Meloni. Se il tavolo nazionale non si sta riunendo è colpa dell’indecisione che regna in altre regioni, come la Sardegna». Ma Pagano chiede una verifica. E lo farà incontrando anche la Lega. Sarà l’occasione per chiedere a Bellachioma la fondatezza di una notizia pubblicata dal Corriere della Sera secondo la quale in Abruzzo ci sarebbe un patto di desistenza tra Carroccio e 5 Stelle. «Non ci credo», dice Pagano, «ma voglio che sia Bellachioma a smentirlo». (l.c.)

