Per tre volte la questura chiese la misura cautelare

8 Maggio 2015

L’ultima richiesta pochi mesi fa, ma la procura non ha dato seguito Grieco aggredì per due volte il figlio di Orlando, ma anche un condomino

PESCARA. Per tre volte la Divisione Anticrimine della questura scrive alla procura chiedendo una misura cautelare per Giovanni Grieco perché «violento», «aggressivo», «irascibile» e per altrettante volte la procura non dà seguito a quelle richieste. Una prima richiesta è del 2013, un’altra viene ribadita nel 2014 e, ancora, una terza nel 2015 in cui i poliziotti ricordano che Grieco non ha cambiato atteggiamento, continua a incutere timore a tutta la famiglia Orlando: li minaccia, li segue, li tiene sotto controllo nonostante il provvedimento di ammonimento del questore Paolo Passamonti, l’unico atto preso in tre anni per arginare l’aggressività di Grieco e tutelare gli Orlando.

La morte di Giandomenico Orlando poteva essere evitata? E’ quello che si chiede la famiglia Orlando che da mercoledì piange lo storico titolare di 67 anni, l’uomo ucciso dopo tre anni in cui gli investigatori avevano delineato lo spaccato di quello che stava accadendo. «Io vi ammazzo, lo vedrete», aveva detto Grieco ad Alessio Orlando aggredendolo alle spalle l’8 agosto 2013; «questa volta vi ammazzo tutti», aveva detto ancora l’uomo ad Alessio il 2 novembre 2014 aggredendolo ancora «a sorpresa», «alle spalle», con pugni alla testa. «Natura aggressiva», «dedito alle arti marziali e frequentatore di palestre», annotano gli investigatori descrivendo il 41enne arrestato dalla Squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana. Quello che emerge dalle informative della Divisione Anticrimine non è solo l’indole violenta di Grieco ma il clima di terrore vissuto da tutta la famiglia Orlando e anche da alcuni residenti del palazzo di via Puccini. Durante una riunione condominiale Grieco aveva improvvisamente tirato un pugno a un condomino rompendogli il setto nasale perché “reo” di essersi lamentato. Una reazione brutale e non isolata, quella del 41enne con un passato da buttafuori e che in questi anni ha seguito la famiglia Orlando: ne conosceva tutti gli spostamenti, li fissava, li minacciava. Nella testa dell’uomo quella famiglia e quel locale rumoroso erano diventati un incubo, «la causa di tutti i suoi mali», annotano gli investigatori, a tal punto da dire alla polizia giudiziaria: «Io rimango nella mia posizione, se succede qualcosa di grave sapete dove venire a prendermi». Ecco perché, già nel 2013, la Divisione Anticrimine aveva chiesto alla procura di applicare a Grieco la misura cautelare di divieto di avvicinamento al condominio di via Puccini. Eppure, un anno dopo, a Grieco non viene applicato nessun divieto e l’uomo persevera nei suoi atteggiamenti da cui scaturisce una seconda richiesta di misura nel 2014 a cui segue, quindi, l’ammonimento del questore. Un provvedimento che, però, viene snobbato da Grieco per cui l’ultima richiesta di misura cautelare risale proprio a qualche mese fa.

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