Perde il bambino per le botte E denuncia il compagno geloso

27 Novembre 2020

Picchiata e minacciata ripetutamente per mesi, la pescarese si è decisa a raccontare tutto alla polizia E dopo le indagini, per il commerciante 39enne di Montesilvano è scattato il divieto di avvicinamento

PESCARA. Botte su botte. Fino a perdere il bambino che aveva in grembo da cinque settimane. Una casalinga ha subito di tutto, dal suo compagno, prima di convincersi che doveva denunciarlo alla polizia, dopo aver ritirato più volte le querele. Per mesi è stata vessata, ha ricevuto messaggi minacciosi e ai comportamenti persecutori si sono aggiunte anche le violenze fisiche che l’hanno costretta ad andare in ospedale, come testimoniano due referti di 30 giorni e uno di sette giorni, oltre all'aborto. Tutto perché il 39enne era convinto che lei lo tradisse. Ora per l’uomo, un commerciante di Montesilvano, è arrivato un provvedimento del giudice Antonella Di Carlo e cioè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, per i reati di maltrattamenti, atti persecutori e lesioni aggravate (il pm è Marina Tommolini). Il provvedimento è stato emesso al termine delle indagini della squadra mobile seguite dal dirigente Dante Cosentino e dal suo vice Mauro Sablone.
Il rapporto di coppia non è stato sempre facile: i due hanno vissuto insieme, prima a Montesilvano e poi a Pescara, in maniera non continuativa. Dopo ogni rottura tornavano insieme ma quando l'incanto finiva riprendevano i maltrattamenti e le ossessioni, fino alle violenze. Ed è andata avanti così dalla fine dell'anno scorso fino al mese di ottobre. L’uomo, stando alla ricostruzione della polizia, perdeva le staffe e non è escluso che le sue condotte fossero dovute anche all'assunzione di alcol e stupefacenti. L’ha maltrattata anche davanti a terze persone, ad esempio in un hotel, quando i vicini di stanza si sono rivolti alla polizia dopo aver sentito le urla. Un altro episodio risale al mese scorso quando il 39enne ha raggiunto l’abitazione della donna, a Pescara, e l’ha percossa davanti agli occhi del padre, che si era trasferito per alcuni giorni da lei per proteggerla. È stato allora che la vittima si è resa conto di doversi mettere in salvo anche perché, in diverse occasioni, le sfuriate del compagno l'hanno obbligata a rivolgersi al pronto soccorso per essere medicata, ed è stato necessario il ricovero: a marzo, ad esempio, la prognosi è stata di 30 giorni, per trauma cranio facciale e frattura delle ossa nasali. E un altro ricovero è avvenuto a settembre, per un trauma vertebrale. Durante uno di questi passaggi in ospedale, in primavera, la casalinga ha mentito ai medici, dicendo che le lesioni erano state provocate da una caduta accidentale. Ma le minacce che ha continuato a ricevere mentre era ricoverata, e le intrusioni subite a casa da parte dell’uomo, l’hanno convinta a raccontare tutto alla polizia: del pugno sferrato dall’uomo, vera causa del ricovero, e di una violenza precedente, che ha comportato l’interruzione di gravidanza alla quinta settimana di gestazione. Con le indagini il quadro si è fatto chiaro e si è arrivati al provvedimento del giudice, notificato dalla Mobile mercoledì, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.