Perde la vita mentre va al lavoro

26 Luglio 2015

Incidente a Nocciano: fatale ad Alessandro Luciani lo schianto in auto contro un albero. Era diretto all’azienda dello zio

NOCCIANO. Morire a 19 anni, in auto, mentre si va a lavoro e c’è una vita intera davanti che ti aspetta. È finita così per Alessandro Luciani, il giovane di Nocciano che ieri mattina, alle 7.20 circa, ha perso il controllo della sua Fiat Punto e, dopo aver attraversato la corsia di marcia opposta alla sua, si è schiantato contro una quercia, sulla provinciale 602, in contrada Fonteschiavo. I vigili del fuoco di Alanno e il personale del 118, arrivati poco dopo vicino al confine con Villa Badessa, si sono trovati davanti l’auto distrutta e il 19enne in fin di vita.

È stato tirato fuori dalle lamiere che lo bloccavano e caricato in ambulanza per una corsa disperata verso l’ospedale di Pescara ma Alessandro è morto prima di arrivare al pronto soccorso. Non ce l’ha fatta. Rimarrà il mistero sugli istanti che hanno preceduto l’incidente su quel rettilineo. Per i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Penne, agli ordini del luogotenente Maurizio Perilli, e i militari dell’Arma di Catignano, diretti dal maresciallo Domenico Dolente, è ipotizzabile che il giovane abbia avuto un malore, o un colpo di sonno, e per questo non sarebbe riuscito a controllare la Punto.

È un dolore che non si descrive quello della mamma Annamaria, del papà Remo, titolare di una ditta che si occupa di impianti elettrici, e del fratello Danilo, e non si danno pace alla Luciani Carni, l’attività dello zio che si trova a poca distanza dal luogo dello schianto. Alessandro lavorava lì e ieri mattina a Villa Badessa stavano aspettando questa «adorabile peste», come lo chiamava qualcuno. Poi è arrivata la notizia che ha avuto l’effetto di «una doccia gelata» e, tra lacrime e preghiere, si è sentita subito la mancanza del giovane «e si sentirà tutti i giorni, per sempre, non solo a lavoro», dicono dall’azienda di Rosciano. Il 19enne diplomato all’istituto d’arte Bellissario di Pescara era un rapper (in arte Alessandro Anubi, con il suo profilo su YouTube) e giusto domani, terminati i “missaggi”, voleva iniziare a lavorare su un cd e si stava muovendo per qualche produzione. Proprio ieri sera avrebbe realizzato a Ortona uno dei tanti sogni nel cassetto, e cioè aprire il concerto dei Colle Der Fomento a Villa Ada. Poi si è saputo che non ci sarebbe stato, e si è deciso di commemorarlo. Sapeva «incastrare le rime», Alessandro, e sentirlo in freestyle «era un collasso», per i fan. In tanti apprezzavano le sue canzoni «serie, profonde e sincere, pronte a colpire al cuore» e si faceva notare tra i giovani perché il sorriso non lo abbandonava mai e con lui erano assicurati «5 minuti di risate al giorno». Ora sperano che continui «a sorridere da lassù, tra le rime». I funerali non sono stati ancora fissati.

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