Periti ancora a Rigopiano per le cause della valanga

FARINDOLA. Quattro giorni per gli ultimi rilievi. Ottenuta l’ulteriore proroga al 31 luglio, sono tornati a Rigopiano gli esperti nominati dal giudice per la perizia finalizzata a definire, tra le...
FARINDOLA. Quattro giorni per gli ultimi rilievi. Ottenuta l’ulteriore proroga al 31 luglio, sono tornati a Rigopiano gli esperti nominati dal giudice per la perizia finalizzata a definire, tra le altre cose, se la valanga che distrusse l’hotel Rigopiano il 18 gennaio del 2017, uccidendo 29 persone, era più o meno prevedibile. In sostanza se le scosse di terremoto di quel giorno hanno inciso (in maniera imprevedibile dunque) sulla valanga, oppure no, come sostiene l’accusa per la quale la valanga era al contrario prevedibile.
Da ieri, dunque, fino a lunedì , i super esperti sono al lavoro anche con i droni per ricostruire una mappa tridimensionale dell’area e far emergere eventuali nuovi dettagli sulla valanga. E per i rilievi aerei con i droni, i tecnici stanno utilizzando sofisticate tecnologie per il telerilevamento e per le misurazioni topografiche ad alta definizione, in modo da ricostruire, incrociando i dati del satellite, la mappa tridimensionale della valanga con un grado di precisione elevatissimo. Un ulteriore approfondimento per confezionare nella maniera più puntuale e precisa la consulenza voluta da giudice Gianluca Sarandrea quale strumento tecnico necessario per dirimere le opposte conclusioni della pubblica accusa rispetto a quella del collegio difensivo. Snodo fondamentale per affrontare la discussione sulle eventuali responsabilità degli imputati che sono per la maggior parte rappresentanti degli enti coinvolti: a cominciare dalla Regione Abruzzo, per proseguire con la Provincia di Pescara, il Comune di Farindola e la Prefettura.

