Perizia anche sugli sms

Via agli accertamenti su telefonino e computer dell’indagato
PESCARA. Che cosa si sono scritti Davide e Jennifer prima di quel tragico venerdì mattina?
Che tipo di messaggi si sono scambiati tramite Whatsapp e sms da lunedì, quando la ragazza ha lasciato la casa in cui viveva con il suo assassino, al giorno dell’omicidio e quante volte hanno parlato al telefono negli ultimi giorni in vista del trasloco definitivo della giovane commessa laureata in Lingue da via Acquatorbida?
E poi, ancora, che materiale hanno salvato i due fidanzati sul computer che avevano in comune?
A queste domande dovrà rispondere il perito Davide Ortolano, che è stato nominato dal sostituto procuratore del tribunale di Pescara Silvia Santoro per esaminare il computer e il telefonino sequestrati a Troilo subito dopo la morte di Jennifer.
Sarà dunque Ortolano a occuparsi degli accertamenti tecnici, che prenderanno il via questa mattina, finalizzati a studiare approfonditamente il contenuto di questi strumenti e quindi messaggi, foto, video e documenti in grado di svelare il rapporto costruito da Davide e Jennifer in tre anni di relazione sentimentale e se la decisione della ragazza di chiudere il fidanzamento fosse stata accolta da lui con minacce e richieste ossessive di un ricongiungimento. Insomma si cercherà di capire il clima in cui è maturato il delitto, e se possa delinearsi una premeditazione da parte di lui per arrivare a ricostruire con esattezza cosa sia accaduto tra Jennifer e Davide prima delle coltellate mortali. In base a una primissima ricostruzione dei fatti, quando Jennifer ha raggiunto l'appartamento per portare via tutte le sue cose, tra i due sarebbe nata una discussione per via di un computer e di un tablet che usavano insieme. Pare che Davide rivolesse indietro il tablet, ma Jennifer gli aveva spiegato che era finito nelle buste del trasloco per cui era difficile da trovare, ma li avrebbe promesso di recuperarlo in un secondo momento.
Nello stesso tempo, però, la vittima avrebbe dovuto riavere da Davide un computer. La discussione sarebbe sfociata in una colluttazione e la 26enne sarebbe stata prima picchiata e poi accoltellata, stando a quanto ipotizzato dagli investigatori. Davide, invece, ha sostenuto altro: subito dopo l'arresto e ha detto che la prima ad usare il coltello sarebbe stata proprio la ragazza.
Chi ha vissuto da vicino la fine della relazione tra i due racconta che nei giorni precedenti l'omicidio non ci sono state telefonate. Jennifer sarebbe andata via lunedì scorso, per poi tornare venerdì a finire il trasloco accompagnata dalla madre Fabiola e da un'amica e collega di lavoro, Ludovica e in quei giorni i due si sarebbero scambiati solo una serie di messaggi, che ora saranno oggetto di indagine insieme a tutte le altre conversazioni tramite Whatsapp ancora presenti sul cellulare.
E anche il computer potrebbe servire a raccontare il rapporto che c'era tra i due e se la violenza esplosa l'ultimo giorno di vita di Jennifer si sia manifestata in passato, in che modo e in che misura.
All'esame del computer e del telefono potranno partecipare anche i periti che eventualmente saranno nominati questa mattina dalle parti, in Procura, alla presenza dei legali della famiglia Troilo e della famiglia Sterlecchini.
(f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

