«Perizia con 30 foto e nessun contributo»

SPOLTORE. «Quando sono entrato nel mio negozio, le cornici galleggiavano in mezzo a una trentina di centimetri di acqua e fango. Abbiamo pulito tutto noi della famiglia: ci abbiamo messo una...
SPOLTORE. «Quando sono entrato nel mio negozio, le cornici galleggiavano in mezzo a una trentina di centimetri di acqua e fango. Abbiamo pulito tutto noi della famiglia: ci abbiamo messo una settimana e l’abbiamo fatto a mano. E a distanza di 4 anni non abbiamo visto un euro». Renato Paolucci è un artigiano di Villa Raspa di Spoltore con la sua attività specializzata in coppe, medaglie e articoli pubblicitari. «Gli scatoloni con migliaia di nastri per le medaglie erano stati tutti sommersi», racconta Paolucci.
Il negozio si trova in via Italia, il prolungamento di via del Circuito, proprio nei pressi di Fosso Grande, il canale esondato nella notte tra il 1° e il 2 dicembre del 2013: «Acqua e fango sono arrivati dritti nel mio negozio. Gli scatoloni con migliaia di nastri per le medaglie erano tutti sommersi. Abbiamo avuto almeno tremila euro di danni per i materiali senza contare tutto il lavoro per ripulire il locale», ricorda Paolucci, «abbiamo presentato due richieste al Comune di Spoltore con più di trenta foto allegate e ci hanno detto che quelle domande erano regolari». Però, i fondi non sono ancora arrivati e non è detto che arriveranno: «Dal Comune ci hanno spiegato che la Regione non ha stanziato i fondi per i titolari di partita Iva». Una beffa. «I soldi? Abbiamo poche speranze di prenderli. La burocrazia dovrebbe essere più snella per aiutare chi lavora e, invece, è sempre un freno: è avvilente». (p.l.)
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