Perlustrati eremi e caverne, ma di Ferrante nessuna traccia

Alla ricerca del pescarese, 50 soccorritori hanno scandagliato le zone di Sant’Onofrio e San Liberatore Oggi saranno setacciate le località vicine. Sotto sequestro l’auto del 49enne, trovata a Pianapù
SERRAMONACESCA. Si cerca nelle caverne e negli anfratti intorno all’eremo di Sant’Onofrio e all’abbazia di San Liberatore (rispettivamente 725 e 370 metri sul livello del mare) perché è lì che Franz Ferrante potrebbe aver trovato riparo dal maltempo, nel corso di quella che potrebbe essere una «prova di sopravvivenza» considerata la sua grande passione per le escursioni in montagna, nei luoghi più impervi e difficili da percorrere.
Sta di fatto che, a sette giorni della scomparsa, ancora nessuna traccia dell’avvocato 49enne, disoccupato, sparito all’alba di domenica scorsa dalla casa di via Monte Siella a Pescara. La sua automobile, una Nissan grigia, è stata ritrovata il giorno successivo, lunedì 11 marzo, sulla spianata di Pianapù, in contrada Brecciarola di Serramonacesca, 35 chilometri da Pescara, a soli venti minuti di cammino dall’eremo di Sant’Onofrio. Il mezzo è tuttora parcheggiato in quel luogo e posto sotto sequestro dai carabinieri di Popoli.
Tocca quota cinquanta il numero dei soccorritori, tra vigili del fuoco, protezione civile, soccorso alpino, unità cinofile, carabinieri forestali, speleologi e tanti volontari del paese, che si stanno avvicendando in questi giorni di ricerche serrate. Suddivisi in squadre da tre o più persone, gli uomini del soccorso stanno pattugliando una vasta area di oltre 40mila ettari. E oggi le ricerche ripartono allargando il tiro nelle altre zone circostanti e non ancora perlustrate.
Anche ieri sono entrati in azione i droni, arrivati dalla capitale. Due giorni fa, gli occhi elettronici, sembravano avessero intercettato qualcosa, ma poi si è scoperto essere solo un falso allarme. Il campo base rimane aperto giorno e notte davanti al municipio del paese.

