Perseguita ex amica per gelosia

7 Luglio 2016

Donna sospetta una tresca di suo marito e minaccia la “rivale” con aggressioni verbali e fisiche

PESCARA. Il sospetto di un rapporto extraconiugale tra suo marito e un'amica di famiglia le ha fatto perdere il senno. E, per vendicarsi, ha cominciato a insultare e minacciare la sua presunta rivale in tutti i modi, fino ad aggredirla fisicamente e a stampare volantini per rendere pubblica la tresca di cui si dice certa, mentre l’altra donna nega assolutamente.

A fermare questa moglie divorata dalla gelosia, è stato il giudice per le indagini preliminari, Antonella Di Carlo, che ha vietato alla stalker di avvicinarsi a tutti i luoghi frequentati dalla persona offesa e di comunicare con lei. Ha poi disposto l’oscuramento del profilo Facebook dell’indagata, essendo stato usato per diffamare l'altra donna. La vicenda, seppur privata, è stata pubblicizzata su Facebook dalla moglie che si dice tradita: sotto a una foto con la sua “cara amica” ha scritto che questa donna mangiava a casa sua «dal venerdì alla domenica». Si è sentita tradita dai due, e li accusa di non aver pensato «a nulla, né ai figli, né all'amicizia...». Rendendo nota la presunta relazione sapeva di correre dei pericoli, immaginava «una denuncia», ma si è detta pronta a «fare il processo a testa alta»perché «tutti devono sapere il grande dolore che mi hanno dato...».

Se l’è presa anche con il marito, almeno verbalmente, non solo per l’infedeltà, ma anche perché l’ha fatta «passare agli occhi di tutti come una pazza, e ora la faccio veramente la pazza». Parole di fuoco anche per l’uomo della sua rivale, che «crede alle lacrime di coccodrillo della santa, e mi risponde che io sono una rovina famiglie» mentre è stata «lei a rovinare la mia». L’indagato ha usato varie strategie di attacco, condite da ingiurie e minacce, manifestando una condotta che il giudice definisce «ossessiva» e non si è fermata neppure di fronte a una diffida che ha pubblicato su Facebook, a mo’ di sfida: «Vuole essere risarcita», ha commentato, «ma mio marito non l’ha risarcita abbastanza? Cosa le devo dare ancora?».

Poi, nel giro di poche settimane dalla diffida, è passata alle vie di fatto e ha raggiunto lo studio della ex amica e l’ha picchiata, fermandosi solo quando è arrivata una vicina. Poco prima aveva afferrato "l’altra" per i capelli, presa a calci e schiaffi. Le aveva perfsino stretto un braccio attorno al collo, chiudendole la bocca per evitare che urlasse, minacciandola all'orecchio dicendo «Ti ammazzo». La vittima è finita in ospedale e tutti questi episodi le hanno creato un certo stato d'ansia anche perché nel tempo ha ricevuto messaggi preoccupanti. «Tu da adesso guardati sempre le spalle, sei una donna finita. Ti auguro tutto il peggio e il male di questo mondo, dovrai soffrire come un cane», diceva la moglie sospettosa annunciando di voler «distruggere» l'ex amica.

Ha speso fiumi di parole, come ha accertato nel corso delle indagini la squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana (il pm è Anna Benigni). «Sei una poveretta, spazzatura.Dì a tuo marito di non camminare tanto a testa alta...» sono solo alcune delle frasi usate. Oltre a pubblicare su Facebook la foto di un’automobile con delle scritte offensive sul cofano, l'indagata avrebbe affisso dei volantini attorno al palazzo dove vive la donna che considera sua “rivale” per rendere pubblico il presunto tradimento. Altri volantini nelle cassette postali e sui tavolini di un bar. La vittima ha presentato due denunce ma nel frattempo le sue abitudini di vita sono cambiate, per paura, e si è sentita minata nell'equilibrio psico-fisico.

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