Perseguita il suo ex avvocato: a giudizio

29 Novembre 2018

Vittima di continue minacce, Giovanni Angelucci è stato costretto a cambiare domicilio e auto. L’imputato è già in carcere

FRANCAVILLA AL MARE. È accusato di aver trasformato in un incubo la vita di Giovanni Angelucci, 44 anni, noto avvocato di Francavilla al Mare e attuale coordinatore cittadino della Lega per Salvini. Le minacce e le molestie che hanno visto come vittima il legale sono sfociate in due distinti procedimenti penali: in entrambi è stato imputato Angelo Primavera, antiquario pescarese di 67 anni, ex cliente di Angelucci.
Il primo processo si è chiuso a Pescara con la condanna di Primavera a ben 9 anni di carcere per i reati di estorsione e stalking; il secondo, con l’accusa di atti persecutori, si aprirà invece a Chieti il prossimo 14 marzo: ieri mattina il giudice Isabella Maria Allieri ha firmato il decreto di rinvio a giudizio. Le motivazioni della sentenza pronunciata dal giudice Giovanni de Rensis sono state depositate qualche giorno fa. Primavera, secondo il tribunale di Pescara, è colpevole del reato di estorsione perché ha costretto Angelucci a consegnargli 10mila euro in contanti e 24 cambiali dall’importo complessivo di 60mila euro. I fatti sono avvenuti da maggio al 4 luglio del 2013. Il 67enne ha raggiunto il suo obiettivo prospettando all’avvocato che, se non avesse assecondato le richieste di denaro, avrebbe fatto del male a lui e ai suoi familiari e avrebbe testimoniato il falso in una causa civile in cui Angelucci era rimasto coinvolto.
In alcuni casi, Primavera avrebbe fatto anche riferimento all’uso di armi. «Passerai un brutto Natale», ha ripetuto più volte ricordando alla vittima di avere una pistola, minacciandola di morte e di darle fuoco a casa e automobile. Non solo: Primavera, sempre secondo la sentenza, ha perseguitato l'avvocato intimorendo anche i suoi familiari con appostamenti, centinaia di telefonate e passaggi in auto davanti all’abitazione e allo studio del professionista.
«Oltre ad aver subito danni ingenti a livello economico», ha raccontato in aula Angelucci, «fui costretto addirittura a cambiare casa, macchina e abitudini di vita». Ma con il primo processo non è terminato l’incubo: dopo un periodo di calma apparente, è ricominciata la persecuzione. Così, il caso è arrivato davanti al tribunale di Chieti e Primavera è finito nei guai ancora per stalking e diffamazione. Il 3 giugno 2016, ad esempio, l’imputato ha raggiunto la sede elettorale di piazza Sant’Alfonso della lista in cui Angelucci si era candidato come consigliere comunale. «Dove sta quel maledetto di Angelucci?», avrebbe cominciato a gridare. «Ditemi dove sta, gli devo far passare un brutto guaio. Tanto lo trovo, lo rovino. E gli rovinerò le elezioni». Tutto questo, scrive il pm Lucia Anna Campo, ha causato nella vittima «un fondato timore per la propria incolumità e per quella dei propri congiunti». Angelucci, rappresentato dall’avvocato Massimo Dragani, si è costituto parte civile e chiede 50mila euro di risarcimento. Primavera è attualmente in carcere per altre vicende.