Perso nell’universo proprio quando suo figlio sta per nascere

Pubblichiamo l’inizio di “Chi ama non sa” di Gianna Schelotto, per gentile concessione della casa editrice Rizzoli. di GIANNA SCHELOTTO Mezzanotte. Non è dove dovrebbe essere, né sa perché si trovi...
Pubblichiamo l’inizio di “Chi ama non sa” di Gianna Schelotto, per gentile concessione della casa editrice Rizzoli.
di GIANNA SCHELOTTO
Mezzanotte.
Non è dove dovrebbe essere, né sa perché si trovi dove si trova. In un punto dell’universo che, chilometro dopo chilometro, sente sempre più remoto, gli sta nascendo un figlio. Un chiarore lattiginoso e indiscreto orla le linee di un paesaggio da sempre familiare, ma di colpo estraneo, ostile. Le strisciate di luce dei tunnel sull’autostrada semideserta, gli squarci di un mare appena increspato in cui si specchia una luna piena, enorme e rossiccia, i dorsi boscosi dei promontori, le facciate silenziose delle case...
L’iPhone squilla, non cessa di squillare.
Lo cercano, vogliono localizzarlo: è in corso una caccia all’uomo, e il braccato è lui.
Ha quarant’anni... quasi quarant’anni.
«Luca...»
Ancora un messaggio.
Questa volta ascolta; è la voce di sua madre.
«Luca, ma dove sei finito? Possibile che a quest’ora non trovi un parcheggio? Non girare a vuoto, lascia la macchina dove capita… Pagheremo la multa».
È speciale, sua madre, nell’ignorare i problemi; nel miniaturizzarli. Tiene a bada l’inquietudine riducendo tutto a una misura quotidiana. Per lei non esistono drammi, paure; solo contrattempi.
Da più di mezz’ora l’ha mollata davanti alla clinica di ostetricia, e lei crede ancora, o fa finta di credere, che il nocciolo della questione sia trovare un posto per l’auto.
Comunque in questo caso le va riconosciuta qualche attenuante: come potrebbe immaginare che suo figlio, invece di cercare un posteggio, sia finito in autostrada, come scagliato da una forza misteriosa su un’altra orbita?
RAPALLO: stava per superare l’uscita; la imbocca all’ultimo momento e il suo turbamento un po’ s’acquieta, chissà perché.
Credeva di non avere meta ma (questa è la sua impressione) sin dal momento in cui era entrato in autostrada il suo corpo conosceva la direzione da prendere, il luogo da raggiungere.

