Pescara, a fuoco in via Sacco una palazzina nuova

3 Giugno 2017

Le fiamme al primo piano, diventato rifugio di disperati e tossicodipendenti

PESCARA. È stata trasformata in un dormitorio per disperati la palazzine azzurra di via Sacco, a Pescara, dove due sere fa è scoppiato un incendio. All’arrivo dei vigili del fuoco, che si sono occupati di spegnere le fiamme, nella struttura non c’era nessuno. C’erano, invece, i resti del bivacco di chi non ha una casa e si è sistemato lì dentro per avere un tetto sicuro sotto cui stare, pur non essendo i proprietari dello stabile. Pompieri e personale della squadra volante hanno trovato al primo piano dell’edificio, dove si sono sprigionate le fiamme, materassi, vestiario e anche delle siringhe, a dimostrazione del fatto che il locale viene utilizzato da senzatetto e persone che fanno uso di droga.
È verosimile che l’altra sera ci fosse qualcuno, almeno stando alle testimonianze di chi vive a poca distanza dall’edificio. Quando si è scoperto dell’incendio e sono stati avvisati i vigili e la polizia, i residenti hanno notato delle persone che si allontanavano in tutta fretta, tant’è che all’arrivo dei mezzi di soccorso la struttura era vuota. I pompieri si sono occupati di spegnere le fiamme che, altrimenti, si sarebbero propagate anche ai piani superiori dell’alloggio, fino ad ora mai occupato da inquilini regolari, pur apparendo ultimato. Davanti allo stabile di colore azzurro compare ancora oggi un cartello per la vendita degli appartamenti, scolorito dal sole. E ora la struttura, che si sviluppa su tre piani, porta i segni delle fiamme che si sono sviluppate l’altra notte, con gli avvolgibili squagliati dal calore e le pareti annerite dal fumo.
Il rogo potrebbe essere la conseguenza di una svista, magari semplicemente una sigaretta finita nel posto sbagliato oppure una candela caduta improvvisamente a terra. Ma si tratta solo di ipotesi, visto che non ci sono testimonianze sull’accaduto.
Quella di via Sacco è solo una delle tante strutture occupate abusivamente in città da persone che non hanno un alloggio e che si sistemano in locali vuoti o abbandonati, anche scardinando porte e finestre. Nei mesi scorsi altri incendi si sono sviluppati in locali occupati abusivamente: in via Rigopiano, ad esempio, e prima ancora in via Doria, dove un immigrato è rimasto ferito. (f.bu.)
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