Pescara, a Napoli arriva un'altra sconfitta: 3-1

I biancazzurri escono sconfitti dal San Paolo: il Pescara regge un tempo, poi si arrende ai partenopei. Nel finale il gol di Caprari su rigore
PESCARA. Il solito gol incassato sugli sviluppi di palla inattiva, l’ennesimo. E poi la resa. Onorevole, certo. Ma poco cambia: il San Paolo si conferma uno stadio avaro di soddisfazioni per il Pescara. Oggettivamente, non poteva andare diversamente se si tiene conto delle dieci assenze tra infortuni e squalifiche. Un’emergenza che ha indotto Oddo a chiamare in mattinata Zuparic (in lista di partenza) per sostituire il febbricitante Stendardo. Impossibile tenere testa a questo Napoli che macina gioco e gol. I biancazzurri ci sono riusciti per un tempo, il primo, chiuso sullo 0-0. Poi, ha ceduto di schianto.
Un uno-due, all’inizio della ripresa, in 120 secondi. Letale. Bravo il Napoli, ma come si fa a restare fermi come belle statuine sulla punizione laterale di Jorginho, lasciando libero Tonelli di schiacciare di testa in rete? Nuovo anno, vecchi problemi. Disattenzione fatale, il crollo di un argine. E così dopo un sospetto contatto in area azzurra tra Tonelli e Gilardino ecco il raddoppio di Hamsik (il 100° con la maglia del Napoli) a seguito di un’azione in cui già Bizzarri si era superato in uscita su Callejon. 2-0 e partita virtualmente chiusa dopo quattro minuti della ripresa. Il resto è accademia, compreso il 3-0 di Mertens (50 reti con la casacca azzurra), al 40’, e il 3-1 su rigore di Caprari, a tempo scaduto. Fin quando i biancazzurri sono riusciti a tenere i ritmi alti, andando a pressare il Napoli nella propria metà campo, la partita è stata equilibrata.
A fine gara, Oddo attacca gli arbitri: "Trovo ci sia disequilibrio tra il rapporto tra gli arbitri con gli allenatori delle grandi squadre e quello con gli allenatori delle piccole: vedo che quando quelli delle grandi si lamentano gli arbitri vanno a dargli una pacca sulla spalla e si chiariscono. A me non succede: oggi ho solo detto che non ci fischiava niente e sono stato espulso. Questo non c’entra nulla con il cammino della squadra, è una questione di educazione in campo: il quarto uomo non ti guarda nemmeno in faccia, sta lì solo a richiamarti se esci di dieci centimetri dall’area tecnica. Se si assottigliano le possibilità di salvezza? Noi ci crediamo ancora: abbiamo un obiettivo e lo perseguiremo. A Napoli si può anche perdere: oggi eravamo in emergenza, quasi come in un film di Lino Banfi. Ma non siamo venuti a chiuderci, abbiamo provato ad aggredirli e a giocarcela: ce la giocheremo così fino in fondo".
NAPOLI (4-3-3): Reina 6; Hysaj 6, Albiol 6, Tonelli 6.5, Strinic 5 (41’ st Maggio sv); Zielinski 6 (20’ st Allan 6.5), Jorginho 6.5, Hamsik 7; Callejon 5.5, Mertens 6.5, Insigne 5.5 (35’ st Giaccherini sv). In panchina: Rafael, Maksimovic, Rog, Gabbiadini, Lasicki, Diawara, Pavoletti, Sepe. Allenatore: Sarri 6.5.
PESCARA (3-5-2): Bizzarri 7; Crescenzi 5.5, Zuparic 5, Coda 5; Benali 6 (19’ st Fornasier 5), Cristante 5, Bruno 6.5, Memushaj 6, Verre 5.5 (25’ st Mitrita 5); Caprari 6.5, Gilardino 6 (25’ st Cerri 5). In panchina: Maloku, Delli Carri, Fiorillo, Aldegani, Stendardo, Pompetti, Muric, Pettinari. Allenatore: Oddo 5.
ARBITRO: Gavillucci di Latina 5. RETI: 2’ st Tonelli, 4’ st Hamsik, 40’ st Mertens, 49’ st rig. Caprari.
NOTE: Pioggia e vento, terreno in cattive condizioni. Espulso: 34’ st Oddo per proteste. Ammoniti. Coda, Tonelli, Benali, Bizzarri. Angoli: 6-2 per il Napoli. Recupero: 1’; 4’.

