«Pescara all’avanguardia per i patti di convivenza»

14 Maggio 2016

L’assessore: abbiamo il registro delle unioni civili e un primo caso di separazione L’avvocato spiega: con la nuova legge due corsie percorribili per chi vive insieme

PESCARA. La nuova normativa che disciplina le unioni civili fa cantare vittoria a tante coppie omosessuali ed etero anche a Pescara. Per la verità, il Comune il registro per le unioni civili lo aveva già aperto, otto mesi fa. Non c'è stato boom di iscrizioni, le coppie sono state soltanto 12, delle quali una si è peraltro cancellata poco dopo, forse perché la relazione è finita.

Ma ora c’è la legge e da due giorni a questa parte il registro diventa davvero uno strumento di tutela dei diritti di tanti cittadini. «Il numero delle iscrizioni conta relativamente», osserva l'assessore all'Anagrafe Laura Di Pietro, «perché l'istituzione aveva soprattutto lo scopo di sollecitare la legge mancata fino ad oggi. Un traguardo di civiltà di certo raggiunto e anche “superato” a Pescara, visto che fra le 12 coppie iscritte c'è già anche una cancellazione, sintomo che siamo una città al passo con i tempi e che le unioni civili rispecchiano in pieno il variegato mondo della vita a due anche da noi». Ma la disciplina delle unioni civili non è l'unica novità apportata dalla legge. Anche due persone di sesso opposto che decidono di non contrarre matrimonio hanno un'altra possibilità: quella del patto di convivenza.

In sostanza, le persone dello stesso sesso potranno scegliere sia l'unione civile sia la convivenza. Mentre le persone di sesso diverso potranno sposarsi oppure stipulare il patto di convivenza, sottoscrivendolo da avvocati e notai con un costo che dovrebbe aggirarsi, a livello nazionale, attorno alle 6-700 euro. «Il patto di convivenza», spiega Vittoria Colangelo, avvocato matrimonialista pescarese, «è un contratto che disciplina aspetti prettamente patrimoniali. La normativa traccia due corsie diverse per le famiglie di fatto: da una parte le unioni civili tra persone dello stesso sesso, e dall'altra le convivenze di fatto, sia tra omosessuali che tra etero, disciplinate dai patti di convivenza. Esso può contenere l'indicazione della residenza comune, le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo e la scelta del regime patrimoniale della comunione dei beni».

« Occorre sottolineare», puntualizza l'avvocato focalizzando l'attenzione sulle unioni civili, «che la normativa è carente della parte relativa alla stepchild adoption, nonostante che vi siano recenti pronunce da parte di diversi tribunali per i minorenni che ammettono l'adozione speciale del figlio del partner da parte dell'altro».

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