Pescara, arrestato usuraio con la pensione sociale

Il 63enne di Villa Raspa di Spoltore, che riscuote una pensione mensile di 280 euro, controllava dieci conti correnti con oltre 290 mila euro. L'uomo, denunciato da un imprenditore al quale aveva prestato 20 mila euro (e che pagava interessi di 2500 euro al mese), è stato arrestato dai carabinieri e ora è ai domiciliari
PESCARA. Avrebbe preteso da un piccolo imprenditore in difficoltà economiche, al quale aveva fatto un prestito di 20 mila euro, una somma infinitamente maggiore, con tassi fino ad oltre il 232%. Per il reato di usura è ora finito in manette il 63enne Giovanni Fusilli, nativo di Bussi sul Tirino (Pescara) e residente a Villa Raspa di Spoltore. L'uomo è stato ristretto da questa mattina agli arresti domiciliari dai carabinieri che a conclusione delle indagini hanno eseguito l'ordinanza emessa dal gip su richiesta del pm Barbara Del Bono. Le indagini sono partite dopo che la vittima, esasperata, ha deciso di rivolgersi ai militari dell'Arma della Stazione Scalo (via Botticelli) che hanno avviato le indagini, riscontrando l'attivitá di strozzinaggio. I fatti risalgono ai primi mesi del 2007 quando l'imprenditore si é trovato di fronte a problemi economici e non potendo più finanziare la sua attività con l'aiuto delle banche si é così rivolto a Giovanni Fusilli per un prestito di 20 mila euro; in cambio però avrebbe pagato mensilmente ben 2500 euro. Il povero imprenditore ha saldato il suo debito per un anno, fra il 2007 e il 2008, con l'applicazione di tassi fino al 232%, fino a quando non è riuscito più a pagare. L'imprenditore subito dopo aver sospeso i pagamenti ha poi subìto un furto sospetto, all'interno della sua azienda, di titoli di credito. Un furto dalle modalità sospette e che lo hanno convinto a cercare di riprendere a pagare, arrivando a sottoscrivere, tramite la moglie, cambiali e assegni per 120 mila euro, prima di rivolgersi (denunciando l'appropriazione indebita) ai carabinieri che, dopo aver ricostruito e riscontrato i fatti, questa mattina hanno posto sotto sequestro 10 conti correnti, di cui 4 riconducibili al Fusilli e altri sei intestati a persone compiacenti. Sui conti del Fusilli, che riscuote una pensione sociale di 280 euro al mese, sono stati rendicontati versamenti per oltre 290 mila euro. Analoga sproporzione é stata riscontrata sugli altri due titolari di conti correnti dove per un reddito di 25 mila euro c'erano movimentazioni per 100 mila euro in un altro conto, intestato a un amico che ha un reddito di poche migliaia di euro, ma risultano movimentazioni per 60 mila euro. Sequestrate al Fusilli anche due autovetture e, questa mattina, nel corso della perquisizione domiciliare, 3500 euro in contanti che l'uomo aveva in casa. Giovanni Fusilli era già gravato da analoghi precedenti e, da quando spiegato in conferenza stampa dal capitano Scarponi e dal luogotenente Mingolla, le indagini non sono ancora concluse: altri imprenditori potrebbero essere stati, o essere ancora, vittime di Fusilli.

