“Pescara, città antica” all’Aurum

Stasera alle 21 l’inaugurazione della mostra visitabile fino al 17 giugno
PESCARA. Com’era Pescara tra il Settecento e l’Ottocento? Immagini spettacolari e pezzi unici, notizie tratte dai giornali dell’epoca, curiosità e testimonianze che raccontano la storia di una città scomparsa e di un’altra da far riemergere.
“Pescara, città antica” è «una mostra tutta da leggere e osservare nei dettagli». Ideata dallo storico Licio Di Biase, l’esposizione di oltre 50 pannelli fotografici, sarà inaugurata stasera alle 21 nella sala degli Alambicchi dell’Aurum, in Largo Gardone. La mostra, curata da Pescaratutela-Laboratorio di storia locale, rimarrà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino al 17 giugno. Alle 21.15 nel piazzale Michelucci si terrà la rappresentazione di una fiaba sulla piazzaforte a cura di Ornella Keller.
«Con questa iniziativa», spiega Di Biase, responsabile dell’Aurum «racconteremo secoli di storia di una città senza rughe, ma con una lunga storia alle spalle, anche se spesso tende a nascondere gli elementi visivi della memoria». Una decina di pannelli sono dedicati alla città sommersa «tra cui il mosaico degli inizi del III secolo d.c. sepolto sotto la golena sud e tanti altri aspetti particolari, curiosi, inediti». Altri 40 pannelli «rappresentano le planimetrie, la più antica risalente al 1598, di Pescara e Castellamare tra il Settecento e l’Ottocento. Molte immagini sono provenienti dall’archivio di Stato di Vienna». Un percorso di ricostruzione storica avviato da Di Biase (autore di numerosi libri su Pescara antica) 5 anni fa in collaborazione il professor Claudio Varagnoli del Dipartimento di Architettura dell’università D’Annunzio. Tra le copie di antichi giornali, l'Aterno, risalente al 1871, ma anche Il Domani, La Riscossa, la Luce, Il Faro, segno di «una grande sensibilità editoriale» dell'antica Piscaria. (c.co.)

