Pescara, Coulibaly: dal viaggio in mare alla serie B

Il calciatore del Pescara si confessa agli studenti dell'Istituto comprensivo 6: all'inizio è stato difficile, per fortuna non ho mai subito episodi di discriminazione
PESCARA. "È stato difficile all’inizio superare l’esperienza del viaggio in mare, adesso invece penso solo a fare bene col Pescara e ogni tanto faccio visita alla casa famiglia dove sono stato accolto per ritrovare i ragazzi con cui ho condiviso i primi mesi". Mamadou Coulibaly, centrocampista del Delfino Pescara 1936, si è "confessato" agli studenti dell’Istituto comprensivo Pescara 6. L'occasione è stata la Campagna educativa "Campioni di Fair Play" della quale è andato in scena l'ultimo incontro con le scuole vincitrici. Un giorno speciale per i ragazzi e il giovane (18 anni) calciatore senegalese di proprietà dell'Udinese e in prestito al Pescara in serie B.
"Per arrivare a giocare a calcio in Italia ho affrontato un percorso lungo e pericoloso - ha spiegato il centrocampista - ma adesso sono felice perché ho trovato la vita che sognavo e devo ringraziare il Pescara e la città intera per l’opportunità che mi ha dato. Sono stato accolto bene fin dall’inizio e non ho mai subito, fortunatamente, episodi di discriminazione, mi sono integrato con la squadra ed ho stretto rapporti con tutto il gruppo, grazie anche all’allenatore che mi sta insegnando tanto". All’appuntamento hanno partecipato anche Giovanni Ugo Patanè, Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Enzo Imbastaro, presidente Comitato regionale Coni , ed il dirigente scolastico dell’Istituto, Ada Grillantini. La Campagna educativa "Campioni di Fair Play" e gli incontri nelle scuole vincitrici sono parte del progetto "Sport e integrazione", giunto alla sua quarta edizione nell’ambito dell’accordo di programma tra il Ministero e il Coni per la promozione delle politiche di integrazione attraverso lo sport.


