Pescara diventa come Las Vegas I matrimoni anche nei ristoranti

PESCARA. Nel prossimo futuro, si potranno celebrare matrimoni anche negli alberghi o nei ristoranti. Un po’ come accade da decenni a Las Vegas. È questa la decisione della giunta comunale, che ha...
PESCARA. Nel prossimo futuro, si potranno celebrare matrimoni anche negli alberghi o nei ristoranti. Un po’ come accade da decenni a Las Vegas. È questa la decisione della giunta comunale, che ha dato parere favorevole alla celebrazione di matrimoni e unioni civili anche in luoghi diversi dal Comune. Il primo passo è stato fatto alcuni anni fa, quando l’amministrazione di allora rese possibili le cerimonie anche all’Aurum. Poi, due anni fa circa è arrivato il via libera alle nozze in spiaggia. Ora l’elenco dei luoghi per il fatidico sì si allunga. Nei prossimi giorni seguirà la pubblicazione dell'avviso pubblico per individuare tali luoghi e intercettare la manifestazione di interesse da parte dei privati, per la concessione in comodato gratuito al Comune di locali idonei.
«Residenze di particolare pregio, ristoranti, giardini, strutture di accoglienza», spiega l’assessore Laura Di Pietro, «potranno diventare lo scenario ideale per celebrare matrimoni e unioni civili immediatamente efficaci. Si tratta di una grande novità per Pescara, che guarda al futuro e crea un vero e proprio settore dedicato alle unioni, dopo il successo avuto con la celebrazione dei matrimoni in spiaggia che da due anni vede molti sì pronunciati davanti al museo del Mare, sulla spiaggia della Madonnina». «Un desiderio sentito», afferma, «che si è tradotto anche in una mozione, presentata all'amministrazione in dicembre dai consiglieri Daniela Santroni e Ivano Martelli, sulle celebrazioni di matrimoni e unioni civili in luoghi diversi».
Al momento, sono considerati idonei le sale giunta e consiliare, l’ufficio del sindaco, l’ufficio di Stato civile presso i Servizi demografici, l'Aurum e il museo del Mare per le celebrazioni in pertinenza sull'arenile sito a nord della Madonnina.
«Ma sono sempre più numerose», rivela l’assessore, «le richieste inerenti la celebrazione di riti civili in sedi diverse, anche private, dove fino ad oggi si potevano celebrare delle repliche dei matrimoni già ratificati nei luoghi comunali». Da qui, la scelta di fare un avviso pubblico per individuare i privati disponibili a concedere le loro strutture.
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