Pescara dà il suo addio alla sommelier uccisa

Commozione ai funerali di Donatella Briosi, ammazzata dall’ex marito a Udine Nella chiesa del Mare tanti familiari e amici si sono stretti al fratello Giancarlo
PESCARA. L’ultimo viaggio di Donatella Briosi si è compiuto. La sommelier uccisa dall’ex marito lo scorso 13 giugno in uno studio notarile di Udine, dove la pescarese si era trasferita da circa 30 anni lo aveva confidato alle amiche, che il suo ultimo viaggio sarebbe stato a Pescara. E così è stato. A più di due settimane dalla sua morte, ieri pomeriggio si sono svolti i funerali nella chiesa del Mare, celebrati da don Vincenzo Amadio. A due passi dalla casa di famiglia di via Regina Elena, dove abita il fratello Giancarlo e dove Donatella Briosi tornava ogni volta che faceva rientro a Pescara, la salma della sommelier è arrivata in una bara di legno chiaro, con un cuscino di gerbere e rose dai colori rosa pastello accolta dal fratello e dai nipoti Eloisa ed Edoardo, dalle cugine Malatesta e dalle rispettive famiglie, dalle Donne del vino abruzzesi, rappresentate dalla responsabile della delegazione abruzzese Jenny Viant Gómez e dalla vignaiola Stefania Pepe, ma anche da amici di famiglia e di gioventù che pur avendo perso di vista Donatella per la sua lunga permanenza in Friuli non ne avevano dimenticato affabilità e gentilezza. Elementi che ha rispecchiato la cerimonia di ieri, sobria e commossa a fronte di una fine piombata in un modo che nessuno mai avrebbe immaginato. Nel corso della sua omelia, don Vincenzo Amadio ha ricordato il valore della preghiera e della fede, senza mai accennare alle modalità in cui è arrivata la fine di Donatella Briosi. Modalità chiare a tutti e per le quali ancora forte era lo sgomento, tra i presenti in chiesa, di chi l’ha conosciuta e amato. Per lei, e per le donne vittime di violenza, le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia hanno dato avvio a una raccolta fondi da destinare entro un mese a un centro antiviolenza.
Ma un’altra iniziativa è allo studio di Stefania Pepe. Per ora è soltanto un progetto, ma carico di motivazione proprio nel segno lasciato da Donatella Briosi. Un progetto che assomiglia a un sogno: regalare le viti, simbolo di forza e di lotta per la sopravvivenza, alle donne che hanno subito violenza, dando loro la possibilità di coltivare la vite e commercializzarne i prodotti offrendo la terra e una casa nella zona dell’alto Vastese. Un sogno per continuare a far vivere Donatella. (s.d.l.)
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