Pescara e l’incubo dei furti d’auto Nel mirino Suv costosi e non solo

In città è emergenza: sono più di quindici le vetture rubate negli ultimi tre mesi. Controlli a tappeto Sono bande in trasferta da Cerignola, capaci di smontare i mezzi in due ore per poi dare fuoco ai telai
PESCARA. Suv costosi e, se possibile, nuovi di zecca tornano nel mirino delle bande cerignolesi. Più di quindici furti di auto più o meno lussuose a Pescara negli ultimi tre mesi. Non è un dato record come quello dello scorso novembre (15 auto rubate in un solo mese), ma basta e avanza per creare apprensione in città. Va anche detto che i numeri sulle denunce pervenute alle forze dell'ordine non sono definitivi. Il fenomeno potrebbe avere anche dimensioni maggiori.
L'ultimo caso della Ford Kuga soffiata in pochi minuti qualche notte fa in via Nazionale Adriatica sud da malviventi pugliesi ha fatto scattare nuovamente l'allarme in città.
I ladri hanno una tecnica che rende facilissimo il colpo: riescono a clonare codici delle chiavi elettroniche e ad aprirle senza fatica, eludendo spesso anche gli allarmi.
Il giro è sempre lo stesso: da Cerignola partono "commissioni" a ladri appositamente addestrati, ma non sempre esperti, per aprire le auto e mettersi in fuga velocemente verso la Puglia. Non si tratta mai di criminali direttamente riconducibili a pezzi grossi di questi affaristi del mercato nero dei pezzi di ricambio (che circolano anche online su canali legali come eBay), e per questo le forze dell'ordine faticano anche ad arrivare ai vertici delle organizzazioni. Spesso i ladri, una volta arrestati per il reato di furto e ricettazione, riescono a tornare a piede libero in pochissimo tempo e a ricominciare la loro attività criminale "in trasferta".
L'obiettivo sono le auto di grosso valore: suv di Range Rover, Mercedes o altri marchi prestigiosi. Vetture che prezzi di listino vicini ai centomila euro e i cui pezzi di ricambio sono altrettanto cari sul mercato ufficiale.
Una volta rubati a Pescara, i suv arrivano nelle campagne dell'hinterland di Cerignola e nel giro di due ore vengono totalmente smontati. I telai vengono dati alle fiamme e abbandonati. Diversa la prassi delle bande albanesi, che spesso si sono dedicate al settore delle auto di grossa cilindrata: imbarcate rapidamente sui traghetti, le vetture venivano nuovamente immatricolate illegalmente e immesse sul mercato dell'usato (costoso).
C'è anche un filone che porta a Napoli, da dove arrivano bande a caccia di utilitarie fresche di immatricolazione, come i nuovi modelli di Panda o Lancia Y.
Le forze dell'ordine indagano e lavorano con impegno quotidiano sui diversi fronti dei ladri d'auto, che tanto allarme sociale creano in città. Per intensificare il contrasto al fenomeno, però, avrebbero bisogno di maggiore collaborazione da parte dei cittadini, chiamati a segnalare, osservare, denunciare. I dettagli e le testimonianze, infatti, possono fare la differenza per rendere ancora più efficace l'operato dei militari.
Ci sono anche modi per rendere la vita più complicata ai ladri specializzati nel furto d'auto. Quali? Mettere un blocco ai pedali o un bloccasterzo. I malviventi spesso sanno come sbloccarli, ma per riuscirci hanno bisogno di tempo e tante volte, "lavorando" in strada rischiano di dover mollare la preda e andare via. Rimedio efficace potrebbe essere anche quello di un sistema per staccare la batteria una volta parcheggiata l'auto: si può chiedere ad un bravo elettrauto di installare un interruttore - ben nascosto all'interno dell'abitacolo - in modo che la macchina non possa essere accesa da chi entra e prova a rubarla. Anche in questo caso, il tempo necessario per scovarlo può rappresentare un ostacolo per i ladri d'auto.

