Pescara e Pisa ricordano le bombe del ’43

Dopo il primo appuntamento in Toscana, commemorazione oggi in città a Colle Madonna e in Comune
PESCARA . Dopo il primo appuntamento a Pisa, lo scorso 31 agosto, per la commemorazione congiunta dei bombardamenti assieme alla città di Pescara, stavolta è il capoluogo adriatico a ricordare i tragici avvenimenti di 74 anni fa che colpirono le due città, durante il programma della giornata “Pescara ha memoria”. L’evento è curato dalla presidenza del consiglio comunale, in collaborazione con l’Anpi Pescara.
Sono due gli eventi previsti questa mattina. Alle 9.30, al cimitero Colle Madonna, per rendere omaggio al Sacrario delle vittime civili delle bombe, e subito dopo, alle 10, le celebrazioni nella sala consiliare di Palazzo di Città, in piazza Italia, con un incontro a cui prenderanno parte anche gli studenti delle scuole pescaresi. Il tema sarà quello del ricordo di quel giorno, e la presentazione di un progetto sulla memoria che accomuna Pescara e Pisa.
Dopo i saluti del presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli, introdurrà l'incontro il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, seguirà così l'intervento di Francesco Mancini, manager e studioso pescarese, autore di alcune pubblicazioni storiche, ideatore di questo progetto che mette in relazione le due città nell'ottica di una memoria comune dei fatti del '43.
Il Comune di Pisa sarà rappresentato dall’assessora Marilù Chiofalo, che interverrà in diretta streaming all'incontro pescarese, mentre le conclusioni saranno affidate a Gianni Teodoro, assessore alle politiche comunitarie del Comune di Pescara, che illustrerà i tempi del progetto presentato da Mancini con l’intento di dare vita, attraverso iniziative comunitarie, a un circuito della memoria che coinvolga città italiane ed europee con Pescara e Pisa come capofila.
«Il sindaco di Pescara Marco Alessandrini è stato protagonista di recente dell'incontro commemorativo a Pisa con il quale si è aperto un dibattito costruttivo per un progetto sulla memoria che accomuna le due città, quella dell'ultima guerra» spiega Francesco Mancini.
«Un'intesa lungimirante fra due importanti città, vicine per una pluralità di vocazioni, le quali, insieme ad altri partner europei di altissimo livello, si candidano a presentare un progetto alla Comunità europea che tende a ricomporre, attraverso il vissuto drammatico delle guerre e soprattutto delle vittime civili, una memoria comune che sappia guardare lontano, puntando ad una integrazione più profonda di valori, ricordi e comunità cittadine».
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