Pescara, Imu evasa per 500mila euro: via agli avvisi

9 Ottobre 2017

Trovati più di cento contribuenti non in regola durante gli accertamenti sull'imposta degli ultimi 5 anni

PESCARA. Tempi duri per gli evasori. Dal primo gennaio scorso, gli uffici comunali stanno facendo controlli a tappeto per individuare i contribuenti non in regola con i pagamenti delle imposte locali. E i primi risultati si sono già visti. Sull’Imu sono emerse diverse posizioni irregolari, pari a quasi 500.000 euro, su circa 30 milioni di incasso annuale del tributo, e l’ente ha già avviato le azioni di recupero.
I controlli hanno riguardato gli ultimi cinque anni di pagamenti dell’Imposta municipale sugli immobili, ossia dal 2012 al 2016. In base a questa attività, sono state avviate le azioni di recupero dell’Imu per 495.845 euro, di cui 376.436 di imposte non pagate, 113.814 di sanzioni e 5.593 di interessi e spese di spedizione. «Il servizio finanziario dell’ente», spiega una determina del dirigente comunale, «ha disposto che con il presente atto si accerti la sola somma relativa all’imposta dovuta da vari contribuenti, rinviando al momento della riscossione effettiva l’accertamento di sanzioni e interessi».
L’amministrazione comunale, quindi, ha già provveduto ad inviare oltre un centinaio di avvisi di accertamento ad altrettanti contribuenti non risultati in regola con i pagamenti. Non è detto, però, che siano tutti evasori. Molto probabilmente, ci saranno anche casi di errori nei calcoli dell’imposta. Non si esclude che il passaggio dall’Imu alla Tasi, negli anni passati, di diversi contribuenti abbia determinato qualche confusione.
Bisogna ricordare, in proposito, che l’Imu continua ad essere dovuta dai proprietari di immobili, titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie anche se non residenti nel territorio di Pescara. Sono assoggettabili al pagamento dell’Imu i fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali, o alla cui produzione o allo scambio è diretta l’attività di impresa.
L’Imu non si applica più, invece, alle abitazioni principali, ad eccezione di quelle di lusso, ossia classificate nelle categorie A/1, A/8 e A/9 e sulle pertinenze delle stesse accatastate come C/2, C/6 e C/7, come ad esempio, cantine, box e garage.
Al contrario, sono esentati gli immobili posseduti dallo Stato, Regione, Provincia e Comune, i fabbricati destinati ad usi culturali, all’esercizio di culto, quelli rurali ad uso strumentale e quelli costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, i terreni agricoli posseduti e condotti da imprenditori agricoli.
L’Imu si paga ogni anno in due rate con scadenze fissate al 16 giugno e al 16 dicembre. Chi non rispetta i pagamenti, rischia sanzioni pesantissime, fino al 30 per cento dell’imposta da pagare. Possono utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso, con sanzioni notevolmente ridotte, solo i contribuenti che non abbiano pagato l’imposta entro un anno e che non abbiano ricevuto l’avviso di accertamento. Utilizzando questo strumento si pagherà la sanzione dello 0,10 per cento giornaliero nelle prime due settimane; l’1,5 per cento entro un mese; l’1,67 per cento entro tre mesi; il 3,75 per cento entro un anno.(a.ben.)
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